…Devil’s Due!
Un’intera colonia felina attaccata allo scroto sarebbe più piacevole di questo filone cinematografico ormai spolpato di ogni umore, anche il più sordido. Ne abbiamo viste di ogni: dalle gang latinoamericane contro i cultisti ai manicomi infestati, passando per i demoni abusivi che non si piegano alla dura legge della graduatoria per la casa popolare. Riusciranno un paio di creativi, usciti dritti dritti da una banca del seme dopo una mungitura intensiva, a spremere le loro ultime stille di genetica per partorire un’accozzaglia di immagini che possa essere degna di essere chiamata almeno montaggio se non proprio film?
Siamo nel solito merdaio statunitense, dove un coglione di nome Zach, all’alba del matrimonio con l’orfanella strappona SamantaConLaAcca, decide di cominciare a riprendere ogni istante della sua vita. Si parte con i preparativi per le nozze, le nozze e il viaggio di nozze. Tutto molto bello e inutile sino all’ultima notte della luna di miele a Santo Domingo, quando i due, dopo essersi smarriti nei peggiori quartieri di Kaboboland, vengono rimorchiati da un taxista di colore che li trascina a una festa (e poi si lamentano se la gente usa Uber). Durante il baccanale gli ingenui americanoidi sono tramortiti con un negroni somministrato da due negroni e fatti oggetto di un rito satanico. Tornati in America, SamantaConLaAcca perde il ciclo e il motociclo e risulta incinta. Dalla ginecologa, durante la prima ecografia, il piccolo comincia a esercitare i suoi poteri medianici oscurando lo schermo dell’ecografo. Il papà, orgoglioso, fa un filmino dell’evento paranormale, mentre la mamma comincia a dire le solite idiozie da prime settimane di gravidanza (sarò una balena, non vorrai più fare l’amore con me, sarò preda della stipsi).
Passano un po’ di giorni e la donna si accorge che alcuni inquietanti individui osservano in modo insistente la loro casa. Invece di chiamare la polizia, dato che l’imbecille di Zach, manco a dirlo, ha filmato tutto, l’allegra famigliola va a coricarsi. L’orfanella strappona pregna russa come Banana Joe e quando il povero maritino si avvicina per farglielo notare, lei sbarra gli occhi e gli lussa un polso recitando un’Ave Maria al contrario. Possessione diabolica o peperoni al sugo? La seconda. La gravidanza procede tranquilla come un pullman di suore che vanno a Lourdes fino a quando cominciano strani fenomeni fisici sul corpicino della mammina non legati alla cucina pesantissima della suocera. Il carattere di SamantaConLaAcca migliora per effetto delle botte ormonali e Zach viene picchiato solo nei giorni pari. A quel punto, l’uomo decide di smettere di sprecare ferie e tornare a lavorare (il solito egoismo di chi non sa cosa vuol dire portare il Demonio in grembo).
Sonnambulismo, voce growl, scoregge, insulti gratuiti, consumo vorace di carne cruda al supermercato sono il naturale corollario al periodo interessante, ma Zach comincia a preoccuparsi solo quando compaiono le molestie fisiche alla nipotina insopportabile e l’abbandono ufficiale del veganismo. Siamo ormai agli sgoccioli, mentre Zach pregusta già le sue future giornate insieme all’Anticristo, la mugghiera pensa bene di rendere la cosa nota ai più durante la Prima Comunione dell’inutile nipote, quando provoca un ictus al sacerdote e fa bestemmiare il sacrestano. Rivedendo i filmati dell’evento, papà nota che alla cerimonia era presente il tassista di Santo Domingo: si affezionano subito questi selvaggi. Impavido, rivisto il film della festa in luna di miele, Zach va a trovare il prete per mostrargli i simboli rinvenuti sul luogo del delitto e questi ha un’immediata ricaduta: nell’ictus? No, nella blasfemia del sagrestano.
Le cose stanno peggiorando. A dimostrarlo due eventi: il golden retriever di casa, Maverick, è diventato improvvisamente intelligente e SamantaConLaAcca ha l’abitudine di divorare interiora di cervo nel bosco sotto casa uccidendo gli studenti del luogo che passano di lì per caso. Ci si avvicina al parto e nell’inerzia generale Zach scopre il gombloddo dei satanisti, che gli hanno messo le telecamere in casa, ma soprattutto che la donna che ha sposato non è assolutamente attraente come la biondazza sua amica, dilaniata da una porta in tek. L’orfanella strappona, prima di morire tra atroci sofferenze come l’ascolto dell’intero album di Raffaella Fico, partorisce un piccolo lampione fluorescente a intermittenza che viene immediatamente raccolto dal tassista di Santo Domingo: naturalmente portati a servire questi selvaggi. Zach, frollato come una costata dal piccolo Satana, che lo disconosce come padre a causa della sua imbecillità, viene arrestato per triplice omicidio e riprese abusive.
Splendido splendente, piuttosto affascinante, fa fare cerchi con la mente, il film è coerente come il testo di una canzone di Donatella Rettore scritta dopo un festino con Vasco Rossi. Realista e finemente particolareggiato, il prodotto è stato immediatamente utilizzato dall’Associazione Paternità Oggi per descrivere il destino del maschio prima, durante e dopo la gravidanza in rapporto alle variazioni ormonali della donna: quando va bene non si capisce un cazzo. Brillante e coinvolgente come guardare un binario morto alla stazione ferroviaria, la pellicola sembra scritta da Angelino Alfano con la collaborazione di Michael Moore e non le manca solo il quid, ma proprio tutto l’impianto (esattamente come ad Angelino Alfano). Menzione d’onore alla nipotina bionda per la nonchalance con cui vende per pochi minuti di celebrità la devastazione della sua infanzia e di parte dell’adolescenza.
Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)
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