giovedì 10 luglio 2014

146 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Nymph()maniac Vol.II!
Coloro che credevano che fosse tutto finito con una lieta conclusione sono stati sodomizzati dalle esigenze del cinema impegnato. I pochi fortunati che ci sono riusciti si sono potuti concedere persino una pipì, ma tutti gli altri sono stati deportati a forza sui bisunti sedili di platea per altre due ore di peni, vagine, vecchi rasponi, mazzate, risposte sagaci, aneddoti, nozionismo psicanalitico e tanto tanto sesso. Riuscirà qualche superstite a raccontare ai suoi nipoti di essere stato al cinema e aver visto tutte e quattro le ore di questa saga senza subire danni neuropsichici irreversibili?
La vita con Jerome da i suoi frutti con la nascita del piccolo Marcel e la neomamma Joe sembra aver trovato un equilibrio, ma un bel giorno la sua patata comincia a fare cilecca e non produce più orgasmi. Questo destabilizza la donna che comincia a chiedere al povero Jerome gli straordinari a letto. Nonostante si sia affidata al figlio di Indiana Jones, l’orgasmo perduto è davvero introvabile e il pover’uomo, all’apice della consunzione fisica, comincia ad avanzare l’ipotesi di assumere un aiuto per l’ingrata attività di pistone. Mentre aspettiamo di capire cosa succede, c’è il solito intermezzo con Seligman in cui lui dichiara la sua verginità e il suo essere asessuale, cioè l’anello di congiunzione tra Don Giussani e Moana Pozzi. Tornati alle vicende di Joe, ribattezzata Corridoio 4 nella versione piemontese, scopriamo che la signora ha adocchiato un gruppo di virgulti dalla pelle d’ebano per soddisfare le sue voglie.
Nanga E’Bogo, studente con borsa dal grande Camerun, e il suo fratellino sono ingaggiati per una doppia penetrazione, ma non accordandosi per chi sta davanti e chi dietro il menage salta. Joe non sa più che pesci pigliare, in senso fisico oltre che letterale, e si rivolge a K, maestro di mazzate e dolore gratuito. Con lui la donna s’imbarca nel mondo del sadomasonaso e ci da giù con tutti gli attrezzi possibili, anche il Bimby, ma senza cavare un orgasmo dal buco. Per recarsi da K, una notte, Joe lascia il povero Marcel a casa da solo e questo pensa bene di andare sul balcone a giocare con la neve: solo l’intervento provvidenziale di Jerome evita il fatto di sangue. Marcel viene portato via e affidato a una coppia che sicuramente abuserà di lui in adolescenza, mentre la madre diventa la migliore allieva di K.
Finito il periodo delle legnate e apprese tutte le tecniche per fare male a qualcuno, Joe cerca di guarire dalla sua ninfomania, ma il circolo di auto aiuto a cui si rivolge è troppo morboso e lei, fiera della sua fica e di tutti i suoi chilometri e tagliandi, decide di dare fuoco alla macchina della terapeuta e tornare alla vita di prima. Per fare ciò si butta negli affari sporchi di un’organizzazione criminale come addetta al recupero crediti, professione dove può sperimentare tutte le arti apprese da K. La sua bravura è immediatamente riconosciuta dal capo L che le affida gli incarichi di responsabilità. Senza un uomo, la povera Joe non può fare altro che usare tutte le dita a sua disposizione, i gomiti, le ginocchia e anche l’astragalo di uno scheletro della facoltà di medicina. Passano gli anni e L chiede a Joe d’istruire un’allieva: la giovane e timida P.
Proprio timida timida magari no, dato che presa Joe in un’impeto masturbatorio se la tromba nella scena più paracula della cinematografia, ossia il lesbo a caso (anche gli impegnati fanno cassetta con strofinamenti di clitoridi). P impara presto e bene, anche se ha un’insana tendenza a utilizzare armi da fuoco. Le strade delle due si dividono quando Joe scopre che il prossimo credito da riscuotere è a casa di Jerome. Lasciata sola, capiamo perché P, cioè puttanella: al secondo incontro già di ripassa Jerome (come allieva dieci e lode, impara tutto!). Joe cerca di farli fuori nel vicolo di inizio film per gelosia, ma la pistola cilecca e lei prende un casino di mazzate e una golden shower d’annata. Si torna al presente. Joe è stanca e chiede a Seligman di poter dormire un po’. Questi acconsente, ma dopo poco torna e glielo tronca nel culo. Si spengono le luci e si sente un colpo di pistola. Nel film? No, probabilmente uno spettatore. Uno in ogni sala, contemporaneamente.
Lungo e ricco di sofferenza come un percorso di tortura, il lungometraggio è bello e vario come legarsi il prepuzio a un tapis roulant e accenderlo a tutta velocità in direzione contraria. Finanziato copiosamente dai produttori danesi di carriole, il film rinvigorirà certamente tutto il settore quando Lars Von Trier dovrà scegliere come trasportare tutti i quattrini che milioni di gonzi gli devolveranno nella speranza di riaccendere i loro organi sessuali. Arguto e profondo come un non vedente che sceglie di darsi alla fotografia, il prodotto lascia allo spettatore inquietanti interrogativi circa la propria esistenza al punto che in un momento di disperata follia potrebbe scegliere di appendere in casa un poster di Shia Leboeuf vestito. Splendidamente decadente, la pellicola rappresenta perfettamente tutti gli stadi dell’afflizione sino a quello definitivo, in cui lo spettatore si reca di sua spontanea volontà a vedere Ghost Movie 2.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

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Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

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Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

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