lunedì 11 agosto 2014

148 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Maleficent!
Finalmente la cattiveria al potere. Finalmente una mora che ottiene la sua rivincita su una bionda. Finalmente la dimostrazione del Teorema di Casco Nero, cioè che il cattivo vince sempre perché il buono è stupido. Tuttavia un sospetto rimane: ma non era un film Disney? Uhmm. Non sono più così convinto di tutti quei finalmente e comincio a sentire un certo dolore in area perianale. Riuscirà la brillante e ossuta Angelina Jolie, attraverso un personaggio di cui avremmo fatto volentieri a meno, a spiegare la scelta del suo cognome d’arte dato che quando appare sembra sempre che le sia salita la carogna in groppa?
Regno delle Fatine buone del cazzo. Malefica Jolie è una creatura fata dalle ali di grifone, con la fiatella di roll, che vive in un bosco incantato chiamato Brughiera da un gruppo di idioti, poiché si tratta di un bosco e non di una brughiera. L’armonia del luogo viene turbata un giorno dall’arrivo di un ragazzino straccione con la faccia da figlio di mignotta (uno che Lombroso avrebbe fatto condannare a duecento nerbate al giorno solo per le sopracciglia). Dopo l’iniziale diffidenza, i due iniziano una tenera amicizia che si tramuta in amore finché Stefano non decide di dedicarsi alla carriera di attendente di gabinetto (inteso come cesso) del Re Enrico (il solito panzone con la voce roca e la barba bianca). Quest’ultimo, per sollazzo, decide di dichiarare guerra alla Brughiera, ma non ha fatto i conti con Malefica, fata guardiana e potentissima incantatrice. L’esercito degli umani è spazzato via e il Re ferito.
Ormai in punto di morte, il Re panzone decide di dare il trono a chi somministrerà il fine vita a Malefica. Stefano Copley, in fregola carrierista più di un partecipante di “The Apprentice”, tenta la sortita nella Brughiera, riconquista abilmente la fiducia di Malefica nonostante la faccia da psicopatico, se la inzacchera, la droga e le taglia le ali per consegnarle come prova al Re. Il budellone, prima di crepare, vistosi vendicato, lo nomina Re Stefano. Malefica, invece, addolorata, tradita e anche un po’ indispettita per la scopata tutto sommato scarsa (Brad è decisamente meglio a letto anche se ce l’ha corto), diventa una strega cattiva, getta l’oscurità sulla Brughiera ed erige una barriera di rovi per separarla dal Regno degli uomini. Passano anni e Stefano, grazie a massicce dosi di Cialis, riesce a impalmare la figlia di Re Enrico che dà alla luce la principessa Aurora. Malefica, venuta a sapere dell’evento dal fido Fosco, un corvo che ha salvato da una bastonatura e lei tramuta in quel che vuole, decide di presenziare al battesimo e lanciare sulla piccola una maledizione a sfregio.
Il giorno del suo sedicesimo compleanno la ragazza si pungerà con un arcolaio e cadrà in un sonno da cui la sveglierà solo il bacio del vero amore (inizialmente la scelta era caduta su “il giorno del sedicesimo compleanno la ragazza sposerà Alessandro Sallusti”, ma condannarla a passare l’intera vita trasformata in Daniela Santanché era troppo anche per una vendetta). Il Re, nel panico, affida la piccola a tre fatine buone che hanno il compito di crescerla nel bosco non incantato e di riportarla al castello solo dopo il sedicesimo compleanno, mentre tutti gli arcolai del Regno vengono bruciati o seppelliti nelle cantine. Stefano diviene un ossesso delle punture, rifiuta il vaccino contro il morbillo perché causa autismo, e nel tentativo di uccidere Malefica invia il suo inutile esercito a bruciare la barriera di rovi: la campagna è un fallimento totale al pari di ogni riforma costituzionale in Italia. Le tre fatine sono inadeguate e Malefica deve sopperire, ma avendo due protesi al silicone, allatta e cresce la piccola con l’aiuto delle creature della Brughiera.
Cresciuta e mestruata, Aurora Fanning piano piano scopre tutto il papocchio, nonostante il suo essere bionda e stupida per definizione, e torna al castello dove il pazzo Re Stefano ha in serbo un piano per eliminare Malefica per sempre. Aurora viene rinchiusa nella sua stanza che ha un passaggio segreto che porta dritto dritto alla cantina degli arcolai (ditemi voi se uno non si deve alzare e bestemmiare). La principessa si punge e cade nell’abbiocco. Malefica, raccattato tal principe Filippo, un pagliaccio con il busto e la calzamaglia, lo manda a baciare Aurora, ma lui non usa la lingua e lei non si sveglia. Allora è la volta di Malefica che la bacia da madre, il bacio del vero amore, e la risveglia mentre il latte è arrivato allo scroto verso l’infinito e oltre. Stefano attacca Malefica, Aurora libera le ali di Malefica (che sono ancora vive! Vi prego eviratemi e poi me lo riattacco tra sedici anni per vedere se funziona) e lei fa morire malissimo Re Stefano per la gioia di tutti quelli che si chiamano Filippo (il regno è a un passo). Aurora diventa regina di entrambi i regni e tutti possiamo correre a cagare a spruzzo.
Informe e insapore poltiglia in salsa Disneyana, la pellicola è il primo e peggior esperimento di cucina macroidiotica e spiega perfettamente per quale ragione fenomeni come Miley Cyrus e Justin Bieber finiscono dritti nello studio dello psichiatra. Soluzione morbida per la crisi irachena, il prodotto è l’unica cosa in grado di bloccare l’avanzata dei sunniti, preda di violente nausee a causa di una trama stucchevole come un marshmallow caramellato passato nel miele e nella granella di zucchero. Apprezzato dall’AMI (Associazione Maghi d’Italia) per la dimostrazione evidente delle loro teorie sulla preveggenza, il lungometraggio è un’immensa previsione sul futuro di Angelina Jolie fatto di corna, spigoli, voli pindarici e marmocchi non suoi. Premio della critica per Sharlto Copley che lancia la sua candidatura per mono personaggi psicopatici ricalcando da vicino le orme della tragica carriera di Anthony Perkins.

Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)

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