...Harold Ramis!
I giornali inutili di questo paesucolo da quattro soldi falsi, stamane, commemorano la dipartita “dell’acchiappafantasmi stralunato”, così lo chiamano, con degli articoli che denotano la pressoché totale ignoranza circa il personaggio, ma soprattutto la volontà di tornare tra le calde braccia della commedia all’amatriciana. Per cui, cari signori, vi solleviamo noi dall’incarico. Tornate pure con la lingua tra le sacre terga di Verdone e della Cortellesi e delle loro farse trite e ritrite, tanto il genio proprio non lo capite. Cito volutamente un altro mio mito: “siete un pubblico di merda, tu gli dai la stessa storia, tanto lui non ha memoria”. Io, invece, la memoria ce l’ho e ricordo la prima volta al cinema con mamma e papà a vedere “Ghostbusters”. Ricordo che per gli anni successivi il mio modello di scienziato fu Egon Spengler, almeno sinché la mia pagella in matematica non si trasformò in una schedina del Totocalcio senza pareggi. Inseguendo la creazione di uno zaino protonico e il mito dell’inversione protonica totale, senza contare la leggiadria con cui raccoglievo campioni di tutto e provavo a collezionare spore, muffe e funghi, mi sono trasformato, come ogni adolescente, e ho cominciato a scrivere cose. Un tradimento a Egon? Forse, ma non a Harold, che in quell’epoca aveva già firmato la sceneggiatura di “Animal House”, dirigeva “Ricomincio da Capo” e, poi, si dedicava a progetti come “Terapia e Pallottole”. E mi sono anche stancato di citare roba: per questo c’è Wikipedia. C’è poco da fare caro Harold, eri una mente geniale del cinema comico, della commedia, di una generazione uscita dal National Lampoon e pronta a far divertire il mondo. Esatto far divertire il mondo, non l’America, ma il mondo, giocando con gli stereotipi, con le tradizioni e con i tipi umani. Persino il linguaggio scientifico di Egon era plausibile inserito nelle tue trame. Adesso basta però, altrimenti mi bolleresti di patetismo. In fondo, la cosa più profonda che mi hai lasciato è un certo savoir faire con gli agenti immobiliari, una formula buona per tutte le occasioni, ammesso che un bambinone non si lanci da una pertica e mi rovini tutto: “Che questo edificio dovrebbe essere evacuato. C'è un grave logoramento di tutte le strutture portanti, impianto idrico ed elettrico del tutto inadeguati alle nostre esigenze. E il circondario sembra una zona smilitarizzata”.
Sinceramente tuo,
Johnny Little Niggers
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RispondiEliminaIl modo in cui i telegiornali italici hanno dato la notizia è stato veramente triste, più triste della sua morte.
RispondiEliminaEra meglio non parlarne piuttosto che liquidarlo solo come "attore non protagonista" di Ghostbusters... che tristezza l'informazione in Italia, persino nell'ambito cinematografico non riescono ad essere professionali.
Ciao e grazie per l'articolo Johnny
In alcuni momenti, siamo talmente artisti che riusciamo a rendere triste una cosa triste; a produrre la tristezza al quadrato, soprattutto in ciò che ci interessa poco. Certo che "attore non protagonista di Ghosbusters" è proprio da cialtroni...
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