…Smiley!
I liceali sono ancora una volta sotto assedio. Credevano di averla sfangata andando al college, ma se la sono presa nel di dietro. Il serial killer che alberga in ogni cittadina americana di provincia non guarda in faccia a nessuno e in questo caso, data la maschera ignobile che gli hanno affibbiato, ne ha ben donde e non gli importa se i festini sono passati dalla birra al flunitrazepam. Riuscirà un giovane regista talmente narciso da autoprodursi a farci ingollare l’ennesimo pappone thriller destinato a lasciarci una fiatella peggiore del gazpacho?
Campus sterminato in uno stato qualsiasi degli USA. La giovane Ashley si trasferisce in una villetta con coinquilina per affrontare il periodo universitario. Il primo giorno l’accompagna papà, il Flavio Briatore dello Utah, che manifesta perplessità in relazione allo stato emotivo della figlia. La ragazza, in effetti, dal giorno del suicidio della madre è la più svalvolata del creato. Non ci mette molto a capirlo la sua coinquilina, Proxy, lolita dei Parioli in trasferta. Quest’ultima la coinvolge subito in un festino organizzato da Zane, inutile capetto di un gruppo di scassati della rete che amano chattare in anonimo, dove Ashley si distrugge di alcool e si procura il primo mal di testa di una lunga serie. Durante la festa viene evocato il mito di Smiley, un presunto killer che compare alle spalle di coloro con cui si sta chattando se si scrive per tre volte “l’ho fatto per lulz”. Come evocazione è una cacata in internet, ma è in perfetta linea con il film. Segue visione di filmato di Smiley all’opera.
Il giorno dopo non c’è tempo di pensare ai morti perché incombono i corsi universitari. Ashley incontra il Prof. Clayton, docente di Logica e potenziale stalker, con cui ha un dialogo assolutamente inutile ai fini della storia. Tornata a casa da Proxy, che in quanto mignotta si guarda bene dal frequentare lezioni che non producono reddito, Ashley le confida di essere inquietata da Smiley. Due cervelli in pappa come i loro ci mettono un nanosecondo a cercare di chattare con uno sfigato e a farlo fuori con Smiley. Missione compiuta: scrivono tre volte l’invocazione e quello arriva e squarta. Proxy gigioneggia, anche perché per quello scherzo ha perso un paio di marchette, ma la povera Ashley si precipita dalla psichiatra dell’università per un consulto.
Alla dottoressa, la ragazza confessa di essere affetta da bipolarismo e di avere sospeso autonomamente il litio. Andiamo benissimo. La psicologa le prescrive qualche ansiolitico e ulteriori accertamenti, ma nel frattempo si intensificano le apparizioni di Smiley che sgozza persone come un macellaio a Pasqua con i capretti. Proxy cerca di far svagare Ashley trascinandola a un paio di feste dove viene drogata e quasi sdrumata da Smiley. La vita di Ashley non potrebbe fare più schifo e lei cerca aiuto in Binder la Supercazzola con Lo Scappellamento a Sinistra, uno squallido nerd al quadrato utile come un coriandolo a un party caccoloso. Questi sulle prime non capisce e si esalta per Smiley e la ragazza va in sclero totale. Proxy la cogliona per l’ennesima volta e lei decide di rivolgersi alla polizia.
Gli sbirri, grazie alla deposizione della ragazza, riescono a ravvivare una serata morta e poi la spediscono a casa con un calcio nel culo. Non resta che il professore stalker, ma si scopre che questo è persino alcolista e vanesio, per cui la povera Ashley si ritira a vita provata, provatissima, quasi di merda. Anche gli altri chattomani sono in paranoia dura e decidono di optare per un festino fuori città. Zane però è sparito e Ashley lo trova esanime a casa sua. Chiamato Binder, lei si precipita di nuovo tra le mura domestiche per affrontare Smiley, ma per sbaglio spara all’accorrente nerdone. Che casino. Arriva Smiley e la ragazza, in un impeto di coraggio, si butta dalla finestra e muore. Smiley si scappuccia ed è Zane, Binder è vivo e si rivela tutto uno scherzone da bulli informatici. Smiley si fa due risate e sgozza Proxy. Ridete sto cazzo. Grazie Smiley, adesso sparisci.
Somma montagnola di escrementi cinematografici prodotti da un ascesso con eccesso di autostima, il film è il compendio di tutto il peggio dell’atlante anatomico intestinale, in particolare la parte colon retto, con relativi contenuti. Apprezzatissimo da tutte le vittime di bullismo scolastico, il prodotto fornisce una serie di interessantissime idee ai bulli per rendere la vita impossibile al resto dell’umanità, soprattutto agli spettatori paganti. Degna di dibattito intenso e serrato, la pellicola è al centro degli ultimi colloqui tra i capi di stato dei paesi più spregevoli del globo per essere introdotta al posto della pena di morte per il reato di scoreggia non autorizzata. Una prece funebre per il regista Gallagher, unico caso al mondo di genialoide che si confeziona la bara e ci si sotterra sotto un cumulo di stupidate.
Sleep-o-Meter: 06 – L’Assedio (Coma Profondo)
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