…Quella Casa nel Bosco!
C’era una volta un’attività tranquilla, a bassissimo costo e altamente ricreativa: la camporella. C’era una volta, ma ora non c’è più, perché la cinematografia orrorifica ha deciso di accanirsi su questa sacra pratica con la violenza di uno zombie che si pappa un coniglino morbidino bello bellino batuffolino. Il destino di milioni di giovani è appeso ai lombi di tre smidollati accompagnati da due sciacquette. Riuscirà l’ennesimo, orrendo prodotto ambientato in un cottage isolato e inquietante a demolire anche l’ultima delle certezze umane, cioè che non è necessario avere un tetto per trombare, sebbene sia più comodo quando piove?
Cittadina provinciale noiosa, Stati Uniti (ma quante cose succedono ogni giorno negli States?). Un gruppo di baldi studenti universitari sta per andare a fare un bel weekend fuori porta nel cottage del cugino di Curt, palestrato giocatore di tutti gli sport violenti, nonché capo della spedizione. Lo seguono Jules, la sua mignottella da compagnia; Marty, fattone incredibile con l’abitudine di spararsi almeno un bong quando guida; Holden, intellettualoide di colore dalla nerchia possente; e Dana fragile ragazza con l’abitudine di farsi montare dai professori in cambio di buoni voti. Prima di giungere al cottage, i ragazzi fanno la conoscenza del tenero Mordecai: un benzinaio apocalittico che sputa tabacco sulle scarpe di tutti e prevede tempi durissimi per la comitiva. Gli scongiuri sembrano superflui dopo l’ingresso nella baracca che sembra un luogo adatto solo per lo sbudellamento.
Qualcosa sotto c’è, perché la casetta è controllata da un’organizzazione segreta che organizza scommesse su come saranno maciullati gli ospiti. Marty ha il sentore che qualcosa non funziona, ma è troppo preso a fumare i gatti di polvere della baracca per dare ascolto a sé stesso, figurarsi gli altri. Durante il party alcolico serale, in cui Jules dà il meglio di sé facendolo venire barzotto anche alla testa di un lupo appesa al muro, si apre accidentalmente la porta della cantina. I cinque scendono e scoprono vari reperti, tra cui un diario che Dana legge ad alta voce. Ogni reperto avrebbe richiamato un mostro diverso, ma questo giro lo vincono i Contadini Sadici Zombie: papà Giuda e la sua figlioccia senza un braccio. Curt e Jules si recano nel boschetto per un sano ripasso del kamasutra, ma vengono acchiappati dai mostri: lui si dà alla macchia e lei viene aperta come una patella.
Scatta il panico. Holden e Dana si barricano in casa, Curt corre a caso con un coltello piantato nella schiena e sbatte la porta dello studio di Tele Nuovo Verona urlando (ecco chi è quel mona) e Marty, novello segugio per stupefacenti, cerca marijuana e trova telecamere e microchip, senza capire naturalmente. Giuda subentra con il suo carico di marciume, acchiappa il fattone e se lo porta via. I tre superstiti fuggono con il camper, ma il tunnel che dà sulla valle viene fatto franare dai supersegretissimi: Curt prova il salto del burrone con la sua moto da trial, ma si spatacca come un moscone su una barriera di energia che circonda il mattatoio. Fuori tre. L’inutile Holden viene masticato dalla bimba mutilata mentre guida e Dana viene lasciata a papà Giuda che la frolla come un magatello di cavallo. Gli agenti segreti festeggiano la fine della mattanza, ma fatto e strafatto Marty è ancora vivo e riesce a salvare Dana, con disappunto di tutta l’agenzia scommesse dell’incubo. Potere degli stupefacenti.
I ragazzi scappano nella tana degli zombie e scoprono un ascensore che conduce alla prigione dei mostri dell’agenzia sotterranea. I vertici di questa mandano i corpi speciali per ammazzare i due fuggiaschi, ma Dana libera tutti gli ospiti e dà inizio allo spargimento di colorante rosso. Tutti crepano malamente tranne la Direttrice Weaver che illustra ai due giovani il motivo di quel delirio: occorre placare gli Antichi, divinità dormienti che richiedono il sacrificio, nell’ordine, della Puttana (Jules ringrazia), dell’Atleta, dello Studioso, del Buffone e della Vergine (almeno in una della cavità corporee, non è difficile). La Direttrice prova a compiere il rito, ma viene sucata dalla bimba zombie, mentre Dana si intrattiene con un licantropo nella stagione degli amori. Marty sbroglia la situazione a suon di revolverate. Alla fine il rituale non è compiuto, gli Antichi si risvegliano e Marty e Dana chiudono l’epopea umana con una bella canna: il degno epilogo per una discinta psicolabile che si accompagna a un monomaniaco paranoico. Non oserei pensare alla prole.
Pietra miliare della comicità involontaria, il lungometraggio fa di tutto per produrre della sottile ironia, ma lo spettatore non ha l’occasione di accorgersene poiché ha scelto la sordità da un pezzo. Amata dagli esperti di urbanistica, la pellicola riesce a innescare processi virtuosi di riqualificazione per interi quartieri, in quanto il pubblico, pur di non entrare al cinema, è disposto a farsi sodomizzare economicamente dal più becero dei bottegai. Obbligatorio nei ritiri pre-campionato, secondo le disposizioni della Federazione Italiana Giuoco Calcio, il prodotto è ritenuto un ottimo placebo alla febbre da scommesse dilagante tra i giocatori, sebbene i più incalliti abbiano immediatamente inviato il proprio curriculum, corredato da un paio di Rolex, all’ufficio personale dell’agenzia segreta. Non pervenuto lo sceneggiatore: se tutto va come deve, sta spurgando nella panza di un Antico.
Sleep-o-Meter: 02 – La Luna (Sonno Ortodosso)
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