venerdì 11 aprile 2014

139 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Robocop!
Era lì. Giaceva solo soletto su una mensola avvolto nella sua pizza di alluminio. Non dava fastidio a nessuno. Poi è passato un imbecille e ha ci ha costretto a un remake datato di un film di fantascienza datato, ma che ci piaceva così com’era, cioè con tettone, meches biondo platino, festini a base di cocaina, cattivi stempiati, miopi e con le rughe, poliziotte culone e scagnozzi sciolti nell’acido che vagano come zombies. Riuscirà la nuova versione del poliziotto che non passa il metal detector a sviare l’attenzione degli spettatori dal fatto che la Detroit di oggi è diventata esattamente quella raffigurata nella versione del 1987?
Futuro prossimo in cui gli States ancora s’illudono di dominare il globo. Si parte in Iran dove le truppe robotizzate della Omnicorp se la vedono con i terroristi. Senza i soldati non ci sono perdite e senza le perdite si possono fare tutte le guerre che si vogliono, ma in Texas la disoccupazione aumenta vertiginosamente. Perché allora non estendere la robotizzazione anche alla polizia? Mentre il dibattito infiamma gli ambienti della politica, nella lurida Detroit, un uomo solo si batte contro la corruzione: il detective Alex Murphy. Peccato che nessuno gli ha detto che è l’unico non corrotto insieme al suo collega Lewis che da donna bianca insicura è diventato un afroamericano molto sicuro di sé. Talmente sicuro di sé che dopo sette minuti gli sparano, ma lui è sicuro di sopravvivere. Meno sicuro è il povero Murphy che viene fatto saltare per aria con la sua automobile sul vialetto di casa.
Alla povera signora Murphy resta solo un tronchetto della felicità pesantemente ustionato, ma la mitica Omnicorp le offre la soluzione: trasformare il suo moncone parlante in un perfetto poliziotto cibernetico che unisca l’efficienza delle macchine all’emotività dell’essere umano. La donna, per mantenere la reversibilità delle pensione INPS del marito, accetta. Una volta svegliato e preso contatto con la sua nuova carrozzeria, il buon Murphy sclera. Il Dottor Norton Oldman, messi da parte gli antivirus, lo invita a proseguire nel cammino per tornare ad abbracciare moglie e figlio. Titubante, il poliziotto cibernetico comincia l’addestramento, ma manifesta evidenti segni di emotività per cui gli devono taroccare il cervello (tanto valeva proseguire con le macchine e accorciare il film di venti minuti buoni, ma ci teniamo sta roba). Passati tutti i test, svolti in un impianto in Cina, Murphy torna a Detroit per debuttare nel corpo di polizia.
Purtroppo, mentre gli riversano nel cervello tutto il database della polizia, l’unico in cui è contenuta la vera età di Ruby Rubacuori, lui collassa per l’incazzatura e sono costretti a sedarlo pesantemente (un po’ quello che succede a Enrico Letta tutte le volte che gli dicono “stai sereno”). Ripresosi, prima della presentazione alla stampa, non riconosce più moglie e marmocchio e comincia una serie incredibile di arresti, tra cui sua nonna, rea di non pagare l’IVA sulla pasta per dentiere. Finalmente la dimostrazione che esiste un poliziotto incorruttibile e che la legge antimacchine può essere abolita. Robocop comincia a circolare per le strade e risolvere casi, anche spinosi. Gli unici che non lo vedono come un mito, anzi non lo vedono proprio, sono i suoi famigliari che sono tenuti a distanza dalla Omnicorp con le motivazioni più intelligenti: è indisposto, oggi ha il ciclo dell’olio lubrificante, soffre di una fastidiosa corazzapatia, ha i condotti rettali intasati.
L’idillio finisce quando Robocop comincia a indagare sul suo tentato omicidio. Cadono nell’ordine: due colleghi, il Capo della Polizia, il sindaco, la zia del sindaco, il sottosegretario Gentile e tutta la redazione de “L’Ora della Calabria”. Il nuovo prototipo di sbirro deve essere fermato e il capo della Omnicorp, Raymond Sellars Keaton, impelagato in tutta la vicenda, ordina di installare un software che non gli permetta di rivoltarsi contro i membri della compagnia. Giunto alla sede Omnicorp, Robocop é crivellato di pallottole come una forma di emmenthaler e se non fosse per il suo collega Lewis e la sua pistola ad acqua, sarebbe morto. Nel frattempo, il malvagio Sellars prende in ostaggio moglie e figlio di Murphy, che vagavano da giorni senza motivo nell’enorme grattacielo corporativo. Sul tetto si consuma la fine del dramma, in cui Robocop si ribella al software, fa prevalere la propria umanità e salva mugghiera e figghiu. E anche noi, che finalmente, scontata la condanna, possiamo uscire dal cinema.
Indispensabile per il corretto e mieloso evolvere del mercato dei cereali da colazione, la pellicola costituisce il sottilissimo anello di congiunzione tra Miel Pops e Cheerios, unici elementi paragonabili alla dimensione dei cervelli dei poveri spettatori, atrofizzati dopo la visione. Veloce come grattarsi il coccige con un rastrello da ghiaia, il film è molto versatile e flessibile a patto che non sia utilizzato all’interno di un cinema: per esempio per tenere fermo un tavolo traballante o come sottovaso. Manifesto a favore della carcerazione preventiva di sceneggiatori e registi, il prodotto è talmente monocorde e privo di spunti da configurare il reato penale di diffusione della noia e circonvenzione di spettatore. Una messa funebre per il povero Joel Kinnaman, protagonista che fa rimpiangere l’interpretazione cartonata di Peter Weller.

Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)

Nessun commento:

Posta un commento

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.