…After Earth!
Ancora fantascienza. Dopo aver dormito per quasi un decennio, il genere cinematografico che se fatto male fa davvero cagare a spruzzo si ripropone, come i gamberetti vecchi di una settimana, al grande pubblico. Un attore di carisma per una sceneggiatura che ha beneficiato della sospensione delle leggi sull’aborto, altrimenti sarebbe rimasta una macchia sulla carta. Riuscirà Will Smith a portare a termine l’educazione professionale del figlio Jaden prima che questi venga reclutato in pianta stabile come maschera per i protagonisti delle rappresentazioni del Teatro No giapponese?
Nova Prime, il pianeta che la razza umana distruggerà tra circa mille anni. I terrestri, dopo aver ridotto l’intero pianeta Terra come la provincia di Caserta, si sono trasferiti su Nova Prime dove sono stati attaccati dagli alieni. Questi hanno scatenato sul pianeta gli Ursa, dei bestioni ciechi che fiutano la paura e dilaniano la carne, al fine di sterminare l’infestante essere umano. Grazie al Generale Cypher Raige Will Smith, uomo capace di eliminare la paura dal suo animo e letale come la sua recitazione per una persona intelligente, gli Ursa sono stati sconfitti e la vita è tornata pacifica, tra sparatorie, cocomero, pollo fritto e spaccio di stupefacenti. Chi vive malissimo è Kitai Cypher Jaden Smith che, nonostante gli ottimi test fisici, ha il carattere di una mammoletta, vive di rimorsi per la morte della sorella e non riesce a entrare nel corpo dei Ranger. Comunicata la notizia al padre, quest’ultimo reagisce come un blocco di marmo su cui ha pisciato un cane.
Ci pensa mammà a stemperare gli animi: dietro promessa di uno sciopero a oltranza del sesso, la donna estorce a Cypher la promessa di portare Kitai con sé per l’ultima missione prima del pensionamento. Questa consiste nel trasporto di un Ursa in giro per lo spazio affinché espleti le proprie funzioni fisiologiche. Cypher, oltre che un valido generale, è un fantastico iettatore tanto che in un momento di calma la nave finisce in un campo d’asteroidi per una legge fisica spaziale che all’M.I.T. stanno ancora traducendo. Lo scafo si spezza in due: padre e figlio sono da una parte, i morti e il dispositivo per chiamare soccorso dall’altra. Il pianeta destinato a fare da sfondo a questa vaccata è la Terra, ma non la solita Terra, poiché su di essa si sono sviluppate forme di vita altamente ostili all’essere umano e sono sopravvissute tutte quelle già nocive come Morgan, Joe Bastianich, Carlo Cracco, Ilaria d’Amico, Barbara d’Urso e l’intero cast di “Segreto”. Non c’è traccia di edifici, però, poiché i cartonati del set non sono arrivati in tempo.
Cypher ha entrambe le gambe spezzate ed è costretto a mettere la sua vita nelle mani del figlio che, oltre a non saper recitare, non è nemmeno in grado di badare a se stesso. Monitorato dal padre e spedito nella giungla con una doppia spada, uno zainetto pieno di giocattoli della Fisher Price e sei capsule di Polase disidratato, il giovane affronta rispettivamente i babbuini giganti reduci dal consiglio di amministrazione di un gruppo bancario, le sanguisughe velenose appena uscite dalla palude di una votazione al Senato della Repubblica, il condor gigante con l’istinto di una mamma italiana, le tigri dai denti a sciabola, un allosauro e, più letale di tutti, le repliche teatrali di “Mistero Buffo” di Dario Fo. Mentre il giovane intrattiene rapporti con la condoressa, aiutandola a salvare la nidiata dai grossi felini, e mentre l’Ursa, sopravvissuto al botto, se ne va a zonzo tranquillo, il povero Cypher sbianca come Michael Jackson e deve farsi un auto-shunt arterioso per sopravvivere, non prima di aver fatto mettere in ginocchio il figlio una dozzina di volte (secondo i terrestri del futuro calma i nervi).
Dopo le bestie feroci si passa agli sconvolgimenti climatici: caldo torrido di giorno, freddo polare di notte, da cui il giovane eroe de noantri sopravvive solo grazie all’immolazione del grosso volatile (ma perché la vegetazione invece non muore insieme a tutti gli altri esseri viventi? E’ un film di Shyamalan: dopo "Il Sesto Senso" il resto non ha più senso). Arrivato al dispositivo di soccorso Kitai è preda dell’Ursa che lo stringe d’assedio, ma, ricordando gli insegnamenti di quel blocco di granito di suo padre, respinge fuori di sé il fantasma della paura e raggiunge lo stato di superfigoplanetario di Bel-Air necessario a uccidere la belva e attivare il segnale di aiuto. La nave ospedale arriva giusto in tempo per salvare Cypher che non trova nulla di meglio da fare che cedere all’emozione privando di senso il proprio personaggio dopo una rottura di coglioni durata quasi due ore. Il figlio, invece, inizia il faticoso passaggio allo stadio minerale per favorire l’immedesimazione del monolitico Jaden nel proprio avatar cinematografico.
Capolavoro di nonsense, la pellicola è talmente piena d’incongruenze che se l’avesse vista Ionesco si sarebbe consegnato immediatamente a un patibolo di veristi (lo so, questa non arriva subito, ma ogni tanto devo cedere al mio curriculum studiorum). Doloroso come quando Jaden ha detto a Will che voleva fare l’attore, il prodotto, con tutti quegli inginocchiamenti, illude il pubblico sul fatto che il ragazzo abbandoni la carriera nel cinema per diventare il toy boy di una qualsiasi tardona, ma è tutta una finta, poiché il bastardello resiste. Interminabile e lento come la Via Crucis la sera del Venerdì Santo, il lungometraggio fa sentire tutta la mano del suo regista e ci fa capire che in fondo siamo fortunati: se Shyamalan facesse il ristoratore avremmo almeno trenta coperti morti di fame ogni pasto.
Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)
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