mercoledì 8 gennaio 2014

128 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – Il Mare dei Mostri!
Mi stavo giusto chiedendo, dato che il primo capitolo era una cacata sull’Himalaya, perché non si fosse immediatamente provveduto a girare il secondo. Sono stato accontentato, anche se per starci dentro con i costi hanno sventrato il cast, cambiato tutti gli Dei Olimpici con attori mediocri riciclati dalle serie tv e soprattutto hanno stravolto il romanzo a cui si sono ispirati. In sostanza hanno girato il remake di “Maciste Contro i Mostri” facendolo passare come il secondo capitolo di una saga inutile. Riusciranno anche questa volta a farci soffrire atrocemente con l’espulsione di polifosfati ghiacciati?
Campo di addestramento per mezzosangue, luogo sconosciuto nel bosco. Si parte con la storia di Talia, figlia di Zeus che salva tutti i mezzosangue immolandosi e divenendo un albero, fulcro della barriera che protegge il campo. Tornati ai giorni nostri si corre ai giuochi per giovani eroi dove il prode Percy prende calci in culo a raffica dalla figlia di Ares, la straponissima Clarisse. Come non bastasse, si presenta al campo un ciclope di nome Tyson, figlio di Poseidone e una ninfa, segno che il papà di Percy non ha perso il vizio di mettere a cavalluccio marino tutte le femmine che gli capitano a tiro. Il rapporto tra i due comincia un po’ così, anche perché il monocolo indossa occhiali da sole e non vede un tubo a causa della montatura, anche se cercano di farci credere il contrario (e qui già parte il primo stimolo intestinale).
Non c’è tempo di rendersi conto che si poteva anche non andare al cinema, che arriva un toro infuriato che sfonda la barriera e richiede l’intervento di tutti i figaccioni del campo. Il cornutazzo è il minore dei problemi, poiché si scopre con orrore che Talia, la pianta, è stata avvelenata. Solo il Vello d’Oro, protetto da Polifemo sull’isola parco giochi di Circeland, oltre il mare dei mostri, può salvare la barriera, il campo, l’Olimpo, il mondo. Dopo aver ricevuto la rinfrancante profezia secondo cui il peso dell’universo è sulle sue spalle, Percy parte con i soliti stracciaculi, Annabeth, Tyson e Grover, nonostante l’incarico ufficiale venga dato a Clarisse. Già al Campidoglio, in visita alle Graie, la truppa si perde il satiro Grover, rapito dal malvagio Luke, figghiu di Hermes, che vuole il Vello per riportare in vita Crono e sfasciare tutto. Il ritardo è abissale, ma Percy, la legnosa Annabeth e Tyson occhio di lince recuperano grazie a un ippocampo che passava di lì per caso.
Dopo un rocambolare per il mare dei mostri, uno scontro con Luke, i nostri prodi vengono ingoiati nientemeno che da Cariddi, il quale, stanco di stare nel Mediterraneo, si è trasferito al Triangolo delle Bermude per una cura a base di iodio e una dieta ricca di ferro. Dopo una parte in cui emergono i conflitti adolescenziali tipici tra figlie di Atena e ciclopi, si passa all’incontro con Clarisse, ingoiata con tutta la sua corazzata confederata gestita da zombie (e qui sono già dolori lancinanti all’area perianale). Sorvolando su questo delirio di ingoio, sparando un paio di cannonate alla panza di Cariddi gli eroi vengono espulsi come cagarella e finiscono su Circeland. Qui il povero Grover è stato ridotto a puttanella di Polifemo affamato. Dopo un paio di stucchevoli vicende, Percy riesce a rubare il Vello, ma viene fregato da Luke che cerca di accopparlo. Tyson s’immola e tutti piangono da un occhio.
E’ quasi fatta, Crono è pronto a rinascere, a distruggere l’Olimpo e a mettere fine a questa minchiata, ma Percy rinviene, stermina tutti i nemici, distrugge il titano, che si era messo a mangiare tutto quello che trovava sulla sua strada, e scopre che Tyson è vivo e vegetables. Il momento pesante arriva subito dopo: Annabeth è ferita mortalmente, ma grazie al Vello viene rimessa in piedi giusto in tempo per i titoli di coda. Si corre al campo per mezzosangue con la copertina di lana in modo da rianimare Talia e celebrare Clarisse (non ha fatto un cazzo, ma era la titolare del ministero). Purtroppo, però, il set merinos dorato di Giorgio Mastrota Polifemo è troppo potente e non solo rianima la pianta e la barriera, ma rianima anche la tipa. Adesso i figli in vita di dei antichi sono due e le profezie che infradiciano di emorroidi l’uno valgono anche per l’altra. Lo sapevo: terzo siluro in arrivo.
Doloroso e per nulla affascinante, il film è tranquillamente assimilabile alla sensazione che si prova espellendo un calcolo renale di un centimetro per via uretrale. Dedicato al commercio televisivo, il prodotto sembra un’enorme televendita in cui i protagonisti cercano di rifilare al pubblico le peggiori stupidate: dalla penna placcata che diventa un coltello olympian blade alla copertina che fa passare tutti i reumatismi e resuscita la bisnonna con conseguenze nefaste sull’asse ereditario. Raffinata e sottile nello sviluppo dei momenti parlati per tutto il pubblico sotto i tre anni di età, la pellicola raggiunge tali livelli di acutezza dialogica che gli unici discorsi di apparente senso compiuto si rivelano una combinazione casuale di dittonghi. Una menzione per i personaggi femminili della saga che dovrebbero prendere spazio proprio nel film che non sarà mai girato, visti gli incassi dei primi due.

Sleep-o-Meter: 06 – L’Assedio (Coma Profondo)

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