…Ruby Sparks!
Una volta i nerd ottenevano la loro rivincita con una buona dose di fortuna e scippando la topa agli aitanti figaccioni con astuti stratagemmi, ma i tempi sono cambiati e ammazzarsi di pippe resta un’alternativa solo per i pochi che non giocano a World Of Warcraft e non si fanno delle ramatine virtuali interspecie. In tempi di crisi si torna a lavorare con l’immaginazione e i cataloghi Postal Market. Riuscirà un occhialuto nevrotico a inventarsi una serena psicopatica con cui condividere tutti gli orrendi attimi della sua esistenza inutile e con cui girare circa cento minuti di filmato altrettanto inutile?
Stati Uniti, stato con l’oceano, il che non restringe il campo, ma chi se ne frega. Calvin Dano Con I Suoi Film Te Lo Mette Nell’Ano è uno scrittore dall’aspetto inguardabile che ha fatto precocemente il botto con il suo romanzo d’esordio. Purtroppo per lui si è fermato lì e nonostante la villa con piscina, i milioni derivati dai diritti, le giovani sgallettate che gli si buttano letteralmente tra le lenzuola e un cane che non abbaia e caga ne giardino del vicino, l’uomo non riesce a dimenticare la sua ex fidanzata e si sputtana tutto il patrimonio con un analista freudiano che non risolverebbe i problemi a uno con i calzini spaiati (in linea con la maggior parte degli analisti freudiani). Essendo un nevrotico, anche a causa della cattiva influenza del fratello Harry che gli sventola in faccia a ogni piè sospinto la sua felicità, lo scrittore non riesce da lungo tempo a mettere due sillabe in fila (in realtà due cerca insistentemente di metterle in ordine senza successo, fi-ga).
Tra una marchetta letteraria e l’altra, Calvin sembra non riuscire a venire a capo della sua vita e della sua professione quando, al parco, dopo una spossante passeggiata di duecento metri, partorisce il personaggio di Ruby Sparks: una puttanella hippie orfana di tutto ciò di cui si può essere orfani e con le abitudini sessuali di una giumenta, cioè chi passa utilizza. Lo scrittore è talmente folgorato dal suo stesso personaggio che comincia a scrivere furiosamente, talmente furiosamente che l’editore della collana Harmony lo contatta immediatamente per una serie da ombrellone con Fabio Lanzoni in copertina. Tuttavia qualcosa non quadra: nel monolocale da cinquecento metri quadrati di Calvin cominciano a comparire oggetti femminili, finché la stessa Ruby si manifesta come una presenza in carne e ossa. Sconcerto, panico, onanismo, benzodiazepine. Passato il delirio e verificato che tutti possono vedere Ruby e quindi è reale, Calvin scopre che tutto ciò che scrive su di lei ha effetti durevoli sulla ragazza.
Ogni uomo con il sangue nelle vene comincerebbe a scrivere che la ragazza ha una passione smodata per i rapporti a tre (con due donne), la fellatio e il sesso anale, ma il povero coglione vuole vivere appieno la sua storia d’amore e chiude il manoscritto a chiave in un cassetto. Ruby diventa parte della vita di Calvin, come una persona reale, e frequenta con gioia l’allegra famiglia disfunzionale del ragazzo, soprattutto la madre e il compagno della madre: un ispanico che parla con le galline dentro un mulino e, tra un biscotto e una brioche, fabbrica assurdi mobili con legname di recupero. Vivendo appieno nel mondo, Ruby comincia a frequentare con sommo divertimento altri amici, una scuola d’arte e locali notturni, ma Calvin s’ingelosisce come compare Turiddu. Dopo un continuo litigare, lo scrittore decide di adottare la soluzione estrema: mettere mano. Al manoscritto. Cambiato il carattere di Ruby, l’idillio si spezza definitivamente.
Durante una festa organizzata dall’editore, mentre Calvin intesse una discussione agghiacciante con la sua ex su chi dei due scrive meglio la parola prepuzio, Ruby si intrattiene nella piscina con un collega dell’occhialuto. Lui scopre il tutto e, dopo averla trascinata a casa, le mostra la sua natura di personaggio e il potere che, chi scrive, detiene su di lei. La tipa scompensa e sparisce; Calvin, invece, piange lacrime amare, poiché durante la relazione gli hanno hackerato l’account su PornHub: mai lasciare il certo per l’incerto. Privo di hobby, il giovane è costretto a utilizzare le mani in modo inusuale e si mette a scrivere la storia di Ruby, che diventa immediatamente un romanzo di successo e rilancia la sua carriera di imbrattacarte. Ebbro di fama e stress, l’omuncolo decide di andare a passeggiare al parco con il quadrupede e, guarda caso, incontra una tizia che è la perfetta copia di Ruby. Insomma, non c’è spazio per la masturbazione in questo universo.
Fresca e accattivante in ogni fotogramma non inserito nella versione definitiva, la pellicola stimola il buon umore dello spettatore come un massaggio total body fatto, con della carta vetrata grana grossa, da un soggetto che ha già imboccato da tempo la strada della senilità. Anticonformista nel creare un confronto acceso tra onanismo e presenza femminile, il film ha un intreccio insolito quanto la presenza di un badile accanto a un covone di letame. Ben accolto da diverse comunità religiose nell’area mediorientale, il lungometraggio ha alimentato nei paesi di culto islamico l’adorazione della sacra macchina da scrivere: un attrezzo che i mariti di solidi principi possono sostituire allo scudiscio e al tirapugni nell’educazione domestica delle mogli ribelli. Da verificare, comunque, l’ortodossia pratica: pare che i primi utilizzatori, schifando il personaggio di Calvin, abbiano scagliato l’apparecchio sulla testa della consorte e poi l’abbiano accusata di averla rotta e, quindi, ripudiata.
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