…Trespass!
E’ entrato e poi è uscito. E’ uscito e poi è rientrato. Come un pisellone nel pieno delle sue funzioni, sebbene pieno di conservanti tossici tra cui acido benzoico, anidride solforosa, tiabendazolo e netamicina, Nicolas Cage ha giocato con il casting della produzione cinematografica cambiando ruolo con la frequenza con cui cambia tintura al procione che ha in testa. Riuscirà Joel Schumacher a portare a casa qualcosa che possa essere definito film, anche alla lontana, nonostante la presenza di una bambolina australiana invecchiata male e di un gommoso protagonista sudato con due gote grosse e molli come otri sahariane da dromedario?
Quartieri alti dove la gnocca è foderata d’oro, Stati Uniti. Kyle Miller Cage è un intermediario nella vendita di diamanti ricco sfondato, con una megavilla con fontana, piscina e allarme laser, una moglie finta giovane siliconata di nome Sarah Kidman e una figlia adolescente pronta a trombarsi anche la maniglia del forno a microonde, Avery. Dopo aver impedito alla sgarzolina di andare a una festa fichissima piena di ubriachi e drogati, il sogno di ogni padre, marito e moglie si preparano per la cena, ma vengono interrotti a bordo copula dall’irruzione di una masnada di rapinatori che sembra uscita dalla relazione incestuosa tra due bifolchi di palude: Elias, il capo, con un cervello sviluppato a livello ornitorinco, ma meno agile nel ragionamento; Petal, la sua tipa lap dancer tossica; Jonah, il fratello psicotico ossessivo trendy; e Ty, l’energumeno con il nome facile da ricordare, la passione per il sadismo e la favella di un babbuino.
Il piano di razzia sembra scritto da Bombolo ed Ennio Antonelli, tanto che dopo qualche minuto abbiamo il primo inconveniente: la figlia della coppia non è in casa e Petal non serve più a nulla, per cui viene parcheggiata in zona guardaroba a provarsi i vestiti da sera della Kidman e fumare crack. Elias chiede a plastico Cage la combinazione della cassaforte, ma lui si rifiuta di dargliela. Chi la vuole dare è Sarah che, a quanto pare, si è sparata un succhione con Jonah in tempi passati. Questo, da buon ossessivo, è convinto di avere una tresca; per lei, invece, è stata una sana iniezione di proteine. Parte una trattativa estenuante tra Elias e Kyle che porta alla rottura di una mano del gommoso, svariate minacce e che viene interrotta dagli inutili monosillabi di Ty. Lo stallo viene spezzato dal mesto ritorno a casa di Avery: o ti magni questa festa o rientri dalla finestra. Con la figlia di Kyle in mano e l’isteria costante di Sarah, la combinazione è a un passo.
La cassaforte è vuota come quella del produttore dopo la prima settimana di botteghino ed Elias la prende bene: distrugge la casa e comincia a insultare tutti. L’unico a mantenere la calma è Ty, perché non ha capito nulla. Jonah, che ha fatto l’appostamento preparatorio, continua a sostenere che i soldi ci sono, ma a causa del suo sguardo ebete nessuno lo prende sul serio. Kyle Cage, invece, vuota il sacco con una sceneggiata degna del Dawson Piangente: la famiglia non ha più una lira e lui si è impegnato anche le mutande sporche per pagare i debiti. Si cade nel patetico ed Elias risponde che la rapina gli serve a sua volta per pagare i suoi debiti di pusher sfigato: guerra tra morti di fame in una villa da sceicchi, tutto molto credibile. Ty prende la palla al balzo e si atteggia da macho. Elias, in crisi competitiva, fracassa una mano e spara a una gamba a Kyle. Jonah sclera e fa le lingue voluttuose a Sarah. Petal insulta Avery perché è ricca. Il pubblico dorme: è passata un’ora, ma sembrano quattro.
Rissa, contro rissa, strarissa e il fronte dei cattivi si spacca. Parte un momento di confusione che consente al regista di spostare la scena nel garage in costruzione della villa. Nel delirio Elias uccide Ty, Avery uccide Petal e Cage si prende la seconda pallottola nell’addome. Nel disastro totale, il padre di famiglia, lottando con Elias per chi ha l’alito peggiore, sfonda la parete di cartongesso dietro cui aveva stipato il tesoro dei Romanov e l’Arca dell’Alleanza. Elias, felice per il bottino ritrovato, decide di uccidere Sarah Kidman, ma viene freddato dal fratellino psicopatico che si lancia a pesce sui soldi e sulla donna. Con l’ultimo grammo di botox, la donna svicola e porta via la figlia, mentre il marito scatena la sua violenza sul piede di Jonah con una sparachiodi e brucia tutti i soldi. Un genio: ma sparargli un chiodo in testa? Inchiodato in mezzo al fuoco Jonah diventa una crocchetta, mentre Kyle, recuperato dalle donne di famiglia, muore sul prato per la gioia dell’assicurazione con cui aveva appena stipulato una polizza sulla vita.
Apprezzatissimo dall’ingegneria civile per la sua capacità di gettare basi solide per impianti complessi, il prodotto si regge sulle sue fondamenta finché sopravvive l’intelligenza brillante di Ty, un individuo semi muto che, se gli fosse richiesto di mettersi un dito in bocca e uno nel sedere, userebbe lo stesso dito e partirebbe dal posteriore. Di grande impatto sull’industria della chirurgia estetica, la pellicola è il migliore spot per le materie plastiche ipoallergeniche di ultima generazione che, una volta apposte sui volti dei protagonisti, si dimostrano ignifughe e resistenti ai traumi, anche gravi. Confusionario e demotivante, il film accende il morale e il ragionamento come un tatuaggio fatto sulla carne viva, pulito con la sabbia e disinfettato con l’urina da un quadrumane che si diverte a decorare i piercing linguali con il suo cerume.
Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)
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