…The Sleep-o-Meter!

Dopo anni d’intuizioni geniali e crampi genitali, la scienza riccardelliana colpisce duro, colpisce forte. Grazie a una preparazione inarrivabile, come l’idea di un film con una trama coerente, a una sperimentazione più lunga di una commedia di Woody Allen e alla riunione delle migliori menti scientifiche cinematografiche, senza contare gli inutili, lauti finanziamenti del nostro sponsor principale, è con grandissimo orgoglio che presentiamo l’ultimo ritrovato nella misurazione della noiosità di un film: lo Sleep-o-Meter!
Il congegno, che potete vedere nella foto, è il frutto dell’unione di tre dispositivi elettronici sofisticatissimi: il Ricettore di Wiene, il Trasformatore di Lang e il Codificatore di Murnau. Il primo dispositivo, grazie a un sensore che riproduce fedelmente nelle fattezze l’orecchio di un produttore, capta le onde Omega (Omega = prezzo biglietto x PiGreco/2) generate dai primi tre sbadigli degli spettatori. L’attività di raccolta, che può essere indistintamente individuale o multipla data la potenza dell’apparecchio, è scandita da un temporizzatore che ripete l’operazione ogni tre minuti e mezzo per un massimo di quattro sessioni o, in alternativa, sino alla prima emissione di onde Teta (Teta = comodità poltrona / volume audio) generate dal russare del pubblico.
Il secondo aggeggio, grazie a un circuito di smistamento disturbi modello Moretti, marchio leader nella fuffa, e a un sincronizzatore miniaturizzato modello Garrone, leader nel sincronizzare gli impulsi del cervello con quelli dello sfintere, pura tecnologia italiana, trasforma il segnale analogico prodotto dal Ricettore di Wiene in un segnale digitale. Tale segnale, opportunamente codificato grazie all’algoritmo di Muccino, basato, come noto, sul principio dell’eterna ridondanza cinematografica, è incanalato in flussi sequenziali, relativi alle singole misurazioni, verso il terzo dispositivo.
Quest’ultimo, che monta un canalizzatore di flusso basato sul principio del doppio senso di Brass, raccoglie il segnale digitale dal Trasformatore di Lang e lo riduce a una misura numerica ben definita, rispettando la classica sequenza di Siffredi, che può essere direttamente tradotta, su supporto cartaceo, nella scala di Bertolucci, riconosciuto riferimento ultimo di misurazione della noia (di seguito riportata). Al fine di dare a tutti i lettori una misura quantitativa dei livello di noiosità del film, utilizzeremo lo Sleep-o-Meter e i responsi del Codificatore di Murnau durante le visioni e inseriremo l’opportuna misurazione in tutte le recensioni, anche quelle passate, per cui sottoporremo nuovamente Johnny Little Niggers a inutili e devastanti proiezioni di ciofeche già viste.
LA SCALA BERTOLUCCI
I 10 passi della noia
I 10 passi della noia
01 – Ultimo Tango a Parigi (Sonnolenza Postprandiale)
02 – La Luna (Sonno Ortodosso)
03 – La Tragedia di un Uomo Ridicolo (Sonno Paradosso)
04 – Il Piccolo Buddha (Coma Etilico)
05 – Il The nel Deserto (Coma Farmacologico)
06 – L’Assedio (Coma Profondo)
07 – Novecento (Danno Neurologico Irreversibile)
08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)
09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)
10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)
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