…ATM – Trappola Mortale!
Lo state pensando tutti. ATM: Azienda Trasporti Municipali. Finalmente un film che parla del disagio dei milioni di lavoratori che tutte le mattine, mentre vanno al lavoro, si rifanno la bocca con le sorelle del dolore: Ascella e Fiatella. Niente di più sbagliato. Gli americani ci tolgono ogni speranza di rivalsa, un po’ come agli afghani, perché ATM è uno schifoso bancomat. Riuscirà la moderna cinematografia della tensione a costruire una storia plausibile, ambientata presso uno sportello automatico di istituto creditizio, senza l’utilizzo del terrificante direttore di filiale e dei moduli di richiesta di finanziamento a tassi da usura?
Indefinibile e inutile città, Stati Uniti d’America. David Dopo Questo Film Non Reciterò Mai Più è un aitante consulente finanziario esperto nel rovinare i suoi clienti con investimenti sbagliati. In questa lodevole attività, visto soprattutto il periodo economico, è accompagnato dall’amico Corey Ho Tutte Le Dipendenze Da Sostanze, uno squallido alcolista abituato a intessere relazioni sociali sfottendo gli altri. Alla festa natalizia aziendale il buon David riesce, dopo mesi di senzapallismo, ad avvicinare la bella Emily Prima Facevo Solo Commedie Cretine e a strapparle la possibilità di accompagnarla a casa. Corey, alcolizzato a dovere, insiste per avere un passaggio e rovinare il festino erotico all’amico: il bambascione accetta. La combriccola muove verso casa di Corey, il quale, non contento di fare il paralume da parata, obbliga i piccioncini a una sosta al bancomat per prelevare e andare in pizzeria per sedare la fame chimica.
Poteva essere un prelievo tranquillo, ma David, per vendetta, posteggia a due chilometri dallo sportello nel tentativo di far assiderare l’amico nel tragitto. Quest’ultimo, in rosso da circa quattro settimane a causa di ripetuti acquisti di stupefacenti, non riesce a ritirare e costringe David a fargli un prestito. In auto rimane solo Emily che, spazientita, decide di raggiungere i due. Non riuscendo a chiudere la macchina, la donna pensa bene di lasciarci dentro, borsa, cellulare, assorbenti con ali e senza, assegni in bianco e testamento. Non appena i tre si sono riuniti, fuori dal bancomat compare un individuo in anfibi, passamontagna e pellicciotto con fare molto minaccioso: per presentarsi ammazza senza motivo uno sfigato che stava portando fuori il cane a pisciare. L’uomo non entra nel bancomat e i tre si chiedono perché: forse la telecamera? Non ci arrivano e cominciano a prodigarsi in inutili atti di vandalismo contro lo sportello.
David tenta una sortita verso l’auto per recuperare il cellulare di Emily, ma viene quasi sezionato come una mezzena da un macellaio. Si decide per l’attesa, ma lo psicopatico comincia a tagliare i benfit: riscaldamento, luce, servizio in camera, escort. Corey demolisce ogni iniziativa, tranne quelle stupide, e beve whiskey, sottratto alla festa, come un cammello. In seguito alla tentata demolizione dello sportello, giunge sul luogo il metronotte di turno che crepa in modo orribile: indovinate un po’, era negro? Sì. Dopo l’ennesima litigata e con la temperatura in picchiata, i tre vengono sorpresi da un altro impellicciato che entra e viene crepato di mazzate fino a morte accertata. Era semplicemente il secondo sfigato della serata: un custode (bianco) che voleva prendere dieci dollari per il caffè e il cui corpo viene saccheggiato e profanato peggio che a Guantanamo. Corey è stanco e parte per una fuga alla Dorando Pietri: preso dopo cento metri e segato.
David e Emily, nel frattempo, pensano di scaldarsi con una gangbang a due, ma il maniaco li interrompe cercando di abbattere il muro. Corey è ancora vivo, nonostante una pinza nella panza, e i due lo recuperano per medicarlo con dei moduli di prelievo in cartoncino, notoriamente consigliati dalla medicina d’urgenza. Trovato il suo accendino, i ragazzi cominciano a fare le addizioni: accendino + cestino + moduli = incendio quindi allarme quindi pompieri. Il processore funziona meglio a basse temperature. Lo psicopatico cerca di allagare il luogo dal bocchettone dell’aria e scattano le comiche di David Hill: spostando Corey lo fa sbattere dappertutto sino a decesso, tenendo Emily sulle spalle con il cestino infuocato attiva l’allarme, ma scivola e lei tira una craniata terrificante contro una mensola e muore. Il killer si gode lo spettacolo su una poltroncina pieghevole prima di sfondare la parete con l’auto del vigilante, consentire al superstite di tirare una molotov torbata (Corey non si era scolato tutto) al cadavere afro messo sul seggiolino e farlo arrestare dai sopraggiunti soccorsi. Assassino dieci, idiota zero.
Messaggio di profondo avanguardismo sociale, il film traccia le linee future per l’ampliamento dei servizi bancari all’utenza e istituisce la figura del serial killer di sportello, la sopravvivenza al quale, senza arresto, diviene la prima indispensabile modalità di scrematura per accedere alla richiesta di mutuo. Premio della critica alla Festa della Lavandaia di S. Cristina di Quinto (TV), la pellicola è talmente noiosa e priva di tensione che consente ai più audaci di tenere le stesse mutande per un giorno in più usufruendo di una buona deodorazione. Psicologicamente forte, il lungometraggio porta all’estremo la capacità della psiche umana di scotomizzare gli eventi traumatici al punto che gli spettatori, appena fuori dalla sala, ne dimenticano la presa visione. Irritante Alice Eve che si ostina a lavorare con la fascia cervicale senza dare il corretto sviluppo cinematografico ai suoi lombi.
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