…Una Sposa in Affitto!
Un bel tacer non fu mai detto, scritto e da oggi anche filmato. La cinematografia britannica non resiste al dolce richiamo della copula e si lancia in una produzione efficace come un piroscafo della Carnival. Purtroppo però, a parte una co-protagonista discretamente pisellabile, occorre puntare sulle bellezze albioniche, e la missione si arena come una balena stitica in un portaccio commerciale. Riuscirà un film ambientato prevalentemente su uno scoglio a non far scoglionare esseri umani, cetacei, crostacei, mitili, pesce azzurro e anche il comparto verdure di questa immensa frittura al gusto di gasolio per natanti?
Isole Incestuose a nord della Scozia, Regno Unito. Lara Non C’è Bisogno Che Io Sappia Parlare è una famosa attrice (maddeche?) americana e vuole convolare a giuste nozze con James Arber Macht Frei, scrittore plurifallito con la prosa fluida di Margaret Mazzantini e le idee stimolanti di Susanna Tamaro. Il primo tentativo non va a buon fine a causa dell’intervento del re dei paparazzi, tale Marco Ballani: orrendo stereotipo di burino capace di nascondersi in un confessionale e urinare amabilmente in una coppa da cerimonia. Per completare l’idillio, i due futuri sposi decidono di celebrare su un’isola sperduta delle Ebridi Esterne chiamata Hegg, dove James ha ambientato l’inutile romanzo “La Moglie dell’Ornitologo” (e se gà partiamo con gli uccelli): un polpettone sentimentale che i locali utilizzano come carta da culo (è tutto vero, nonché documentato nella scena migliore del film). Lara incarica il manager, il cocainomane Steve, di organizzare la cosa.
Steve giunge su Hegg e si accorge che James si è inventato di sana pianta l’ambientazione del romanzo: il castello principesco sembra l’Abbazia di Montecassino dopo il passaggio degli Alleati e il maggior polo turistico è una latrina pubblica infestata da ragni velenosi. Steve chiama la squadra di Extreme Makeover Home Edition che ristruttura il rudere nel modo più pacchiano possibile per renderlo atto ad accogliere degnamente degli americani. Nel frattempo, la popolazione isolana (età media 97 anni) cresce di una unità per il ritorno a casa di Katie Never Were Gnocche, reduce dall’ennesima delusione amorosa. La prima isolana a mangiare la foglia del matrimonio segreto è proprio la madre a rotelle di Katie, che, invece di dar retta alle stucchevoli lamentele della figlia, avvisa dell’avvenimento anche l’ufficio stampa di Cronaca Filatelica con fini speculativi: meno male che i disabili dovrebbero essere più sensibili.
Lara e James devono correre ai ripari e il buon Steve partorisce l’idea delle idee: noleggiare una vagina del luogo, smaltare dove possibile e imbastire un finto matrimonio per depistare i paparazzi celebrando quello vero a bocce ferme. Tutti gioiscono della pensata come la popolazione di un asilo quando arriva la merenda del pomeriggio. La prescelta è Katie che, pensata ancor più geniale, davanti a un vero officiante pronuncia i voti e sposa sul serio James. Lara, nel frattempo, gira l’isola truccata da Mamma Ebe, scoprendo che la madre a rotelle di Katie si è venduta lo scoop per fare il giro del mondo. I novelli sposi per finta che lo sono diventati sul serio trovano il pretaccio del paese che fornisce loro la soluzione: se la sposa è ancora illibata, il matrimonio può essere annullato entro mezzanotte grazie al rito vichingo. Tutti felici, tutti di nuovo single grazie ai nerboruti razziatori di capre, cui, storicamente, già facevano schifo le donne di Hegg.
La magia stile “Studio Aperto” si spegne improvvisamente. Hegg acquisisce notorietà grazie al matrimonio saltato, grazie al nuovo film di Lara e grazie alla guida turistica scritta da Katie per la serie “Aviopenic Countries”, ma i protagonisti sono tutti infelicemente brutti e britannici. La fama investe la figlia di Hegg con la violenza di una scarica elettrica sul clitoride, ma dopo la morte di mammina rotellina la solitudine non molla la presa come un pitbull infoiato. Prossima alla partenza per Singapore, per scrivere una guida sul turismo sessuale, l’obbrobrio delle Ebridi vede arrivare James, fresco di pubblicazione di seconda minchiata, che le confessa di essere ancora signorino e pronto a limonare duro. Katie, signorina con il buco da signora, accoglie l’invito del pennellone sperando che si tratti di quello giusto in virtù del pressing esercitato dall’orologio biologico.
Capolavoro indiscusso di separatismo cinematografico scozzese, la pellicola distrugge tutte le certezze in materia di effetti nefasti della copula indiscriminata tra isolani consanguinei, trovando un modello umano nettamente peggiore di Bridget Jones e con ancora più voglia di sembrare un’idiota. Pluripremiato alla Grande Festa dell’Ortica di Fabbrica Curone (AL) per il maggior numero di grattate sullo scroto, il film provoca, nel pubblico maschile a corretta produzione ormonale, un’infinita serie di spasmi che ricorda le intossicazioni da gas tipiche della vita di trincea durante la Grande Guerra. Apprezzata dagli ortopedici di tutto il mondo, l’opera costituisce un nuovo filone di ricerca nella normalizzazione del piede equino, poiché gli affetti dalla patologia non resistono in sala alle prime sollecitazioni e fuggono come puledri da corsa durante la Royal Ascot.
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