mercoledì 25 maggio 2011

41 - Frozen

…Frozen!
La montagna torna a essere il grande nemico degli scanzonati ragazzi che si prendono un meritato periodo di riposo tra il non fare una cippa e il non fare una mazza. La mattanza delle fasce giovanili statunitensi ritorna prepotente, a distanza di un mese, come le malattie veneree nei centri massaggio gestiti da cinesi. La popolazione nordamericana trema e se non è un paese per vecchi figurarsi per i giovani che crepano come mosche. Riuscirà l’industria dei sogni a limitare le perdite e a regalare un futuro a milioni di perdigiorno lasciandogli credere di poter sopravvivere alla pubertà senza essere smembrati facendo cose banali?
Stati Uniti, Montagne Rocciose. In una riserva faunistica wasp, dedicata all’accoppiamento in alta montagna per mantenere la purezza della razza, si ritrovano i due migliori amici Joe e Dan per la consueta sciata pre-esami universitari. Dan, contravvenendo alla consolidata tradizione vacanziero scopatoria americana si porta dietro la sua fidanzata Parker, una figa di legno placcata oro esattamente come la penna di cui porta orgogliosamente il nome. I tre non si possono permettere l’abbonamento alle piste e cercano di corrompere un addetto agli impianti obeso facendogli annusare la possibilità di diventare un rappresentante di articoli di cancelleria ad Acapulco. Alla fine riescono nell’obiettivo con cento dollari di mancia e una sbirciatina alle tette di Parker che praticamente è come guardare una tavola da snowboard appena piallata.
La discesa non è troppo divertente. I ragazzi sono esperti, mentre la tipa, che nemmeno voleva venire, sembra una caccola lanciata controvento: può solo fare danni a chi l’ha portata. Joe e Dan discutono parecchio, poiché il primo pensava a una luna di miele con l’amico, mentre il secondo immaginava un trittico bisex con posizioni asburgiche. I due stalloni si pacificano decidendo di andare a farsi una discesa violenta alla pista afroamericana: sempre la più difficile dopo la italoamericana e la ispanoamericana. Perdincibacco, l’impianto sta chiudendo e occorre implorare di nuovo il soldato Palla di Lardo per poter salire. Quest’ultimo concede il suo benestare, ma appena arriva un superiore a verificare se ne sbatte dei tre sfigatelli, dichiara la chiusura e stacca la corrente all’impianto. Mont Blanc ha fregato Parker e le ha soffiato il rappresentante, ma soprattutto ci sono tre idioti intrappolati su una seggiovia.
Consci del fatto che Bertolaso non perdona i montanari sprovveduti, non appena i tre ragazzi non hanno più questioni futili di cui discutere e non appena viene mancato uno spazzaneve ricognitore guidato da un metallaro sessantenne, ultima ancora di salvezza, emerge evidente la loro appartenenza alle categorie protette. Comincia Dan, uscito evidentemente dalle scuole differenziali per ritardati, con la grande idea di lanciarsi su un lastrone di neve mista ghiaccio da circa venti metri. Gli altri cercano di dissuaderlo, ma lui è inamovibile, durissimo, ma non lo sono altrettanto le sue gambe: doppia frattura scomposta a femori e tibie con inizio di dissanguamento. Allora Dan, disse la maestra, cosa c’è in montagna, in inverno, di notte, alla ricerca di cibo e attirati dal sangue? I lu.. i lu.. i lupi! Arrivano i lupi e mentre il cretino si tappa le arterie con un laccio emostatico improvvisato, fa la fine di un paraplegico tra gli zombie.
Joe e Parker assistono impotenti al carnaio, poi, tra notte e mattina, si confrontano sui diversi insegnanti di sostegno avuti, flirtano senza consumare a causa della contrazione dei vasi di lui e lasciano campo libero alle grandi idee. Stavolta è Joe a eseguire il perfetto parto anale: il ragazzo decide di percorrere con le sole mani congelate il cavo di acciaio fino a raggiungere il palo di sostegno dell’impianto e calarsi dalla scala di sicurezza. Con scorticamento biblico, ci riesce. Il ragazzo scappa con lo snowboard di Dan e lascia Parker con i suoi refill multicolore, ma la ragazza, sfruttando gli scossoni e la manutenzione fatta dai cingalesi, riesce a calare il seggio più vicino a terra e a lanciarsi fratturandosi solo una caviglia. Strisciando verso casa, Parker trova la carcassa di Joe e gli amici lupi che, ringraziando la maestra elementare dei due amici morti come una divinità, la lasciano incredibilmente andare. Giunta alla strada viene raccolta da una combriccola di allegri compagnoni in gita spirituale che le garantiscono immediato trasporto in ospedale: Don Riccardo da Sestri Levante, Danilo da Potenza e Olindo da Erba.
Idea prodotta da un epilettico sotto dietilammide dell’acido lisergico, la pellicola entusiasma quanto la visione ripetuta di una sequenza di scariche elettrostatiche su uno schermo nero. Stordente quanto un Tavor assunto dopo un giro alle distillerie di Bassano del Grappa, il film si apre ai più svariati seguiti che la tecnologia dello spostamento montano mette a disposizione, come funivia, ovovia, cabinovia e cremagliera, sebbene le menti geniali dei produttori ambiscano evidentemente al progetto skilift con il protagonista che combatte contro i lupi mentre sale lentamente alla vetta intrappolato per effetto di una cerniera lampo difettosa. Lungometraggio di rottura, in ogni senso umanamente pensabile, che a causa della sua idiozia congenita vedrà a breve l’agguerrita concorrenza di una versione estiva in cui dei deltaplanisti rimangono intrappolati tra correnti d’aria e devono difendersi dall’assalto di pennuti assortiti che soffrono di meteorismo.

Sleep-o-Meter: 02 – La Luna (Sonno Ortodosso)

1 commento:

  1. Ciao Gianni, mentre tu recensisci i film io recensisco i libri, guarda un po' qua:
    http://www.anobii.com/books/Undicesimo_non_illudersi/9788862116206/012ef9ac81cc101cb5/

    :-)

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Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

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