lunedì 2 maggio 2011

39 - Vendetta Assassina

…Vendetta Assassina!
Torna il grande dramma al femminile. Tornano la sensibilità, il buon gusto, il sentimento, le lacrime, la frustrazione e l’amore vero. Torna tutto ciò che questa ingrata cinematografia fallocrate ci ha costretto a lasciare nella valigia in nome degli incassi al botteghino. Riusciranno una ex modella ucraina e un’attrice israeliana a penetra…no penetrare no…a inseri…no inserire no…a ingloba…no inglobare no…insomma a fare breccia nei cuori del grezzo pubblico maschile accorso in sala a frotte e a strappare una lacrima sincera a ogni scroto ancora in attività?
Tel Aviv. Galia e Nina sono due gnocche ucraine immigrate in Israele per cercare fortuna. Girando intorno alla fortuna, le due donne sono diventate schiave della mafia locale, per cui si prostituiscono tra un attacco bomba e l’altro. Una sera tentano la fuga dal bordello, ma vengono riacciuffate: Galia viene maciullata come una tartare, mentre Nina viene sbudellata senza mezze misure e data in pasto ai palestinesi. La sopravvissuta viene avvicinata da Mishka, ripugnante gangster in tuta acrilica tarocco Adidas con barba incolta e fiatella al tabacco nazionale, che le propone un’attività diversa in cambio dei soldi e del passaporto necessari per tornare nel paradiso ucraino dei campi di grano chilometrici. Galia accetta e si ritrova catapultata in un appartamento vista latrine con il guardaroba di un tossicodipendente non vedente. Accanto vive Elinore, cassiera di supermercato con il vizio di fare da sacco al marito quando torna a casa dal lavoro nervoso: tutti i giorni a qualsiasi ora.
Il nuovo lavoro di Galia è fare la killer per conto di Mishka che le mette in mano una pistola. Come tutte le donne ucraine che si rispettino, Galia non ha bisogno di imparare, lo sa fare dalla nascita, tuttavia non è molto efficace perché il vicino di casa, quando frolla la mugghiera, mette Fabriskj Fibraskj a palla e lei non riesce a dormire come un angioletto. L’ex prostitutazza, indurita come una baguette di quattro giorni, si prende a cuore, tra un omicidio e l’altro, il caso di Elinore riuscendo a stringere amicizia con lei. Finalmente un po’ di dolcezza nella vita di queste due donne sfortunate che trovano conforto e supporto l’una nell’altra. Nel frattempo gli uomini in sala cominciano a farsi di vicodin. Le due donne si sollazzano emotivamente, ma non sessualmente, quindi niente picchi per il pubblico maschile: condividono esperienze, l’una pettina l’altra, parlano delle tradizioni religiose, dei progetti e del futuro quando gli uomini che le circondano saranno schiattati.
Un po’ di uomini schiattano direttamente in sala. Galia non svela la sua professione all’amica per tenerla fuori dai guai e questa ogni tanto la ripaga con qualche insulto gratuito. Strano, non sembrava prossima alla grande sindrome e infatti Galia scopre che Elinore cova un dolce segreto: una piccola pagnotta di grano kamut senza lievito nel suo ventre. Mishka si presenta dalla killer chiedendole un ultimo lavoro in cambio del passaporto, cioè uccidere la fidanzata di un boss, tale Barbie. Un lavoro facile facile: basta metterla vicino a una fonte di calore e la plastica si scioglie; tuttavia Galia non uccide le donne, nemmeno le riproduzioni in materiale ignifugo, e infatti manca il bersaglio. Elinore trova accidentalmente la pistola nella giacca dell’amica e chiede a Galia di insegnarle a usarla contro il marito.
In cambio, Elinore offre la purificazione spirituale attraverso un bagno tradizionale israeliano per le future spose vergini: funzionerà alla grande visto che l’ucraina ha preso più tarelli che complimenti. Le lezioni di tiro sono il preludio alla ribellione totale: Galia fa irruzione nel covo mafioso, intrappola il boss, si fa dare soldi e passaporto e passa a prendere Elinore per fuggire insieme. Questa si ribella a sua volta e dice che vuole rimanere con il marito, perché le ha promesso che cambierà: chiamatela pure carne morta. L’ex bargassa si ribella a sua volta e va all’aeroporto per partire sola, ma si ribella al suo proposito e chiama Elinore per un ultimo saluto. L’israeliana si ribella al marito, che l’ha appena menata e decide di scappare con l’altra. Nel tentativo di fuga, raggiunte dai mafiosi, che nel frattempo hanno eliminato anche Mishka perché non si poteva guardare per come si vestiva, rimangono vittime di una sparatoria. Elinore è leggermente ferita, ma per Galia non c’è nulla da fare. Lacrime a fiotti.
Eccezionale per penetrazione e profondità, il film rivaleggia tranquillamente con un qualsiasi double strapon in commercio, sebbene richieda l’aiuto di parecchia pasta Fissan per ridurre il benefico rossore. Prova durissima per tutte le attrici che al casting hanno rifiutato la parte con scuse plausibili, la pellicola si regge su una sceneggiatura basata sulle vicende di una donna che pur avendo fatto parte dell’esercito più compatto ed efficiente del mondo non sa usare una pistola e non sa ridurre il marito a un vegetale lessato. Ennesimo tentativo di nobilitare un corpo evidenziando la presenza di un cervello, il prodotto vanifica l’effetto di qualsiasi cura per l’orchite e stimola nella testa del maschio medio, sin dai primi lacrimevoli minuti di proiezione, un pressante interrogativo: ma rimanere a fare la peripatetica no?

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

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