giovedì 15 maggio 2014

141 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Winter’s Tale!
Contro tutti i populismi. Contro le voglie materiali del volgarissimo popolino bue. Contro chi non pensa più alle famiglie. Arriva per tutti noi un nuovo romantico eroe. No, non Renzi, ma il protagonista di una moderna fiaba per tutte le stagioni, quella che è stata e quella che verrà. Sperando che non siano entrambe caratterizzate dal meteorismo. Riuscirà Colin Farrell a interpretare l’ennesimo personaggio smidollato e senza nerbo, degno dell’interesse di Robert Pattinson, senza che il mastino Russell Crowe gli mastichi le tibie entro il terzo minuto dal loro primo incontro?
New York, primi anni del Novecento. Peter Lake Farrell, esperto di furti con destrezza in appartamento, è un orfano, stranamente proveniente dall’Est Europa, raccolto dalle acque del fiume Hudson da dei pescatori di vongole che lo trovano su una piccola barca. La sua infanzia è un gioiello sotto la cura di un famoso ladro con il collo di Adriano Pappalardo chiamato Pearly Soames Crowe, che in realtà è un demone infernale che trova soddisfazione nell'uccidere gente a caso insieme ai suoi scagnozzi. Peter, dopo il centonovantasettesimo omicidio, intuisce che forse il suo mentore è un poco di buono e decide di andarsene rifiutando di diventare il capo della gang. Braccato da un nugolo di venditori porta a porta, l’uomo più molle della terra si salva grazie a un cavallo bianco alato che in realtà è il Cane dell’Est (primo caso di travestitismo animale).
Il peggio sembra passato, ma quello stesso cavallo bianco, impone a Peter di rapinare la ricca dimora del giudice Penn, dove l’uomo conosce l’unica donna del mondo con la data di scadenza e l’obbligo di conservazione a 5° nel rispetto della HACCP. Lei è Beverly Penn, una giovane e bellissima donna dalla chioma rossa (rossa de cavej…), malata di consunzione e a un passo dalla morte. Peter se ne innamora come il peggiore frolloccone e decide di rimanere in città rischiando la ghirba e sfidando Pearly, che nel frattempo si nutre di bambini e inneggia al socialismo reale. Il giorno seguente la ragazza deve partire per la casa sul lago, dove la sta aspettando il resto della famiglia, e porta Peter con sé. In quel luogo della città Pearly e i suoi non possono arrivare per divieto di Lucifero Smith (e sul diavolo negro potremmo aprire un capitolo). I due amoreggiano duro, ma Pearly ingaggia un angelo assassino per uccidere la ragazza, che rappresenterebbe il miracolo di Peter.
Superato lo sgomento per questa catena di minchiate, Peter, perso l’amore puro e la comunione dei beni insieme al cervello, se ne torna a New York. Pearly lo insegue e lo uccide a mazzate. Poi lo lancia nel fiume Hudson per farlo mangiare dagli alligatori che infestano le fogne. Passano solo duecento anni e il povero Peter, con le pieghe da bagnato più profonde della storia su mani e piedi, riemerge dal fiume come un qualsiasi immigrato clandestino. La memoria è andata, ma grazie all'aiuto di una giornalista conosciuta per caso riesce a trovare delle foto di lui e Beverly durante la vacanza sul lago ghiacciato e gli ritorna in mente l’unica trombata della sua vita. Ritrova anche la piccola sorellina di Beverly, che lui aveva conosciuto alta come un soldo di cacio e ora è una vecchia babbiona: lei, prima di pulirsi la dentiera, gli fa capire che il miracolo che ha dentro di sé è per un'altra giovane donna dai capelli rossi (ringraziamo il rudere umano per aver fornito un dato ovvio).
A casa della giornalista, che pur di trovare un marito prende in casa un barbone, Lake conosce la sua figlioletta, malata di cancro, e, dopo aver intravisto il foulard rosso che indossa come turbante, capisce che è lei la giovane donna da salvare. Vi è un problema di circa cento chili: Pearly Crowe, dopo aver scoperto che Peter è ancora vivo, chiede al gran visir dei diavoli negri di poter avere uno scontro nel quale chi dovesse perdere morirebbe di morte vera. Peter ritrova il fortunadra… no il cavallo cane e vola con madre e figlia sul lago dei nostri maroni, dove vince la disfida con bisteccone e salva la piccola limonando duro con lei, grazie al suo alito salmistrato. Poi, soddisfatto come un militare che ha appena ciulato, sale in sella al suo bianco can cavallo alato e raggiunge la sua amata Beverly in cielo, trasformandosi in una stella della costellazione dell’Orchite.
Zuccheroso come un marshmallow caduto nel miele, il film è talmente stucchevole da indurre il coma diabetico e richiedere una terapia a base di mozziconi spenti sulle dita dei piedi e lettura estenuata di “La Piccola Fiammiferaia” e “Il Soldatino di Piombo”. Angusta e deprimente per tutti i molossoidi da riproduzione, la pellicola scatena crisi depressive, soprattutto tra gli alani, a causa della dimensione del pene dell’unico cane che può trasformarsi completamente in cavallo in situazioni di necessità. Indecente come il novantotto percento dei sexy selfie pubblicati da amanti britannici, il prodotto soffre evidentemente della costruzione per esclusione dell’intero cast, basti pensare che dopo i due protagonisti maschili erano rimasti in lizza una risma di carta da stampa e un rotolo di carta da culo. Una menzione particolare per il ruolo della donna che viene esaltato come un discorso del presidente dell’Unione Europea a una riunione del Fronte Nazionale Francese.

Sleep-o-Meter: 07 – Novecento (Danno Neurologico Irreversibile)

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Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

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Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

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