…The Host!
Ci siamo innamorati dei vampiri. Abbiamo sfruttato la posizione del missionario con gli zombie, a causa della ridotta mobilità. Abbiamo sperimentato lo smorza candela con le streghe, a causa della loro nota indipendenza e attitudine al comando. Adesso è venuto il momento di fare sesso anale con gli alieni: sia per questioni di salvezza del pianeta che per questioni di personale sollazzo. Riuscirà un gruppo di giovani ribelli a combattere una nuova razza di dominatori, senza rinunciare a tutti i piaceri del sesso interspecie, generando la solita, confusa e soprattutto inutile storia d’amore?
Stati Uniti, se li cancellassimo dal pianeta non succederebbe più niente a nessuno. In un futuro non troppo lontano, dopo che l’Hokuto Shinken ha salvato il pianeta dall’Hokuto Ryuken, una razza aliena si è impossessata della maggior parte degli umani e ha imposto una società basata sulla pace e l’armonia, senza guerra, senza crimine, senza colesterolo e senza autoerotismo. Un gruppo di giovani si ribella a questo stato di cose e rifiuta l’assimilazione; tra essi Melanie, il fratellino Jamie e il figaccione Jarod. La prima, nel tentativo di salvare il fratellino dalle grinfie del malefico Cercatore, una biondazza algida evidentemente frigida, si fa catturare e assimilare. Dentro la prigioniera é trasferita l’anima di un tale Viandante, tuttavia la ragazza è ancora presente e rende la vita impossibile al nuovo occupante del monolocale. L’obiettivo del Cercatore è palese: sfruttare i ricordi di Melanie per scovare la base dei ribelli e distruggere per sempre l’ultima sacca di clienti di McDonald’s.
Dopo una battaglia psicologica furibonda durata ben tre minuti, Melanie riesce a convincere il Viandante a scappare alla ricerca dei ribelli, che si trovano nel bel mezzo di un deserto di roccia. Dopo aver camminato per giorni sotto il sole, la donna sviene per la disidratazione, ma é salvata dal capo dei ribelli, lo zio di Melanie, Jab, un uomo un fondamentale del pugilato. Contro ogni tentazione, l’uomo risparmia la nipote, nonostante la possessione, ma nella comitiva si forma subito la più classica delle spedizioni punitive capeggiata da Jarod che non vuole infilare il suo pipino dentro un Viandante (e come biasimarlo). Il tentativo fallisce a causa delle esitazioni di Ian, il bel tremebondo (un uomo affetto da inedia da sano). La convivenza forzata e l’intercessione del piccolo Jamie (tutti con la J, ma che cavolo aveva mangiato lo sceneggiatore?) favoriscono la conoscenza reciproca tra la comunità e il Viandante che impara ad apprezzare i cardini della convivenza umana: spararsi, insultarsi e menarsi.
Nel frattempo, grazie a un appunto rubato al Viandante, il Cercatore circoscrive l’area di ricerca e tenta l’assalto alla base ribelle tra lo sgomento dei superiori che puntano chiaramente all’autoestinzione degli umani sfruttando i loro appetiti. Intercettando una spedizione per saccheggiare un supermercato guidata da Jarod (lui capeggia di mestiere), Cercatore arriva vicinissimo alla base, ma nel momento del colpo finale viene deriso dai compari di merende che ne hanno le palle piene di lui/lei (anche noi). Tra gli umani, invece, Viandante, detto Wanda dopo le 23.00, e Ian cominciano a provare un’insana attrazione reciproca e qui si pone un dilemma: una gnocca per due pingoni. In tutto questo delirio alieno, il piccolo Jamie si ferisce con un falcetto e contrae il tetano. Viandante torna nel mondo civile alla ricerca delle super cure aliene e, già che c’è, porta con sé anche la tecnologia per far tornare le anime fuori dai corpi, visto che il dottore comunitario, Doc, sta facendo scempio di uomini e alieni nel tentativo.
Cercatore non se la passa benissimo. Abbandonato da tutti, ossessionato dalla conquista totale, si lancia in solitaria alla ricerca del nemico e viene catturato, estratto dalla biondazza e spedito su un pianeta lontanissimo e popolato solo da microcefali che si scaccolano. Siamo alle battute conclusive e Wanda propone di essere estratto per ridare vita a Melanie, decretando la propria morte. Ian si strugge, Jarod pensa già a fornicare e tutti gli altri si disperano perché sono attori e sono stati pagati per farlo. Proprio quando sembrava che gli umani fossero migliorati scatta il cinismo più bieco: Wanda viene trasferito nel corpo di una sconosciuta in coma che Doc pensava di macellare per fare il ragù: la matematica non è certo un’opinione se ci sono due pingoni ci vogliono due gnocche. E vissero per sempre felici, copulanti, posseduti, ribelli, alieni e cazzi vari. Che porcheria.
Sintesi della disgrazia, apice dell’apoteosi della schifezza, la pellicola è bella come la Sig.ra Pina di Fantozzi quando si prepara per andare a letto con annessa maschera di crema ai cetrioli. Utile come la fontana con i putti in giardino, il lungometraggio, a fronte di un godimento di pochi minuti, diviene immediatamente un onere e, alla lunga, rischia solo di intasare gli impianti idraulici di luoghi pubblici e privati. Delirio romantico spicciolo al sapore di fragola fermentata, il prodotto è assimilabile a un panino gigante farcito d’idiozie assortite che persino Adam Richman rifiuterebbe di provare. Ambiguo e ricco di ammiccamenti, il film tratta la tematica del disturbo di genere in maniera innovativa, ma scade nella conclusione di sempre, anche per gli spettatori, cioè che se vuoi essere felice devi ricorrere al chirurgo.
Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)
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