mercoledì 14 agosto 2013

117 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Fast & Furious 6!
Una volta erano protagoniste le auto. Poi erano protagoniste le fighe. Poi erano protagoniste le auto e le fighe. Arrivati al sesto episodio e smarrita la via, come un addio al celibato che finisce in chiesa, sono i bicipiti e il testosterone a farla da padroni. Riusciranno una ventina di estetiste cinesi a coprire di olio motore tutti i metri quadrati di muscoli tatuati presenti sulla superficie di Dwayne Johnson e Vin Diesel, mentre le protagoniste femminili si infilano degli indumenti a scafandro che non lasciano nemmeno un centimetro quadrato di pelle esposto al Pm10?
Isola tropicale a cinque centimetri da quella dove è appena passato un tifone che ha distrutto la vita di migliaia di poveracci. Dominic Toretto Diesel e il suo neo cognato Brian O’Conner Walker vivono da pascià su un’isoletta senza estradizione insieme alla bella Mia, sorella del primo e moglie del secondo, e al figlioletto appena nato della coppia. Se giudicassimo la qualità degli attori sembrerebbe un museo delle cere ai tropici. Improvvisamente si fa vivo l’agente Hobbs Johnson, un uomo dal cervello distribuito tra i genitali e i pettorali (intendo il personaggio, sapete che lui lo amo), per chiedere aiuto. Il malvagio Owen Shaw sta mettendo sotto scacco la polizia di tutto il mondo con furti motorizzati di altissimo livello e nessuno sa quali cefali pigliare, tranne, forse, la ruvida assistente di Hobbs. In cambio dell’aiuto, è pronta una bella dichiarazione in carta bollata: più grazia per tutti. Ciliegina sulla torta, Dominic potrebbe tornare a pinolare Letty Rodriguez, a meno che quella sulle foto non sia uno zombie smemorato.
Rimessa in piedi la squadra stereotipi (muso giallo, muso nero, muso caffelatte, muso bianco, fighe assortite e letali) si parte immediatamente per Londra, dove Shaw vuole rubare un componente sofisticatissimo da rivendere ai produttori di banane del Costa Rica. Cominciano gli inseguimenti a capocchia, tutti al buio per favorire lo spettatore che vede solo scie luminose, fino al primo incontro tra Dom, che recita a monosillabi, e Letty: lei gli spara e lui ci ride sopra, perché è sempre stata una donna di carattere. Pausa testosterone: Hobbs Johnson picchia un po’ di gente. Si torna in pista: siccome la squadra stereotipi con le BMW M5 non riesce a stare dietro a delle Range Rover, si pensa bene di farlo con delle auto d’epoca, acquistate a un’asta di beneficenza. Nel frattempo, Dom e Shaw si contendono Letty: il primo con una bella corsa clandestina, il secondo con dei mind games degni di Beautiful (d'altronde la storia dell’amnesia è roba da soap).
Hobbs e assistente scoprono il fornitore di Shaw e di conseguenza anche l’ubicazione del componente misterioso: una bella base militare con tanto di testate nucleari. Il buon senso direbbe di non muoversi di lì, ma dopo un tentativo finito male da parte di una comparsa appartenente al Ku Klux Klan, si decide di sbaraccare su suggerimento del bicipite destro di Dwayne. Organizzato il trasporto, scatta la rapina motorizzata e l’inseguimento. La banda stereotipi è in grave difficoltà: il componente è in realtà il chip di un carro armato e Shaw corre per l’autostrada asfaltando tutti civili a tiro e sparando a destra e a manca. Grazie a una cannonata Letty viene sbalzata dal carro, ma Dom si lancia dalla macchina in corsa, supera uno strapiombo, esegue un carpiato, risolve una facile addizione e acchiappa al volo l’amata (il principio è semplice: con il cervello vuoto vola e poi praticando l’artimetica si appesantisce e atterra).
Il tank viene fermato e il cattivone arrestato. Purtroppo, però, l’assistente di Hobbs fa il doppio gioco e permette a Shaw di organizzare la liberazione e il furto di chip. Infatti, Mia e il pargolo sono ostaggi dei manigoldi in un luogo remoto e inaccessibile. Inseguimento: stavolta la battaglia è tra automobili, più o meno moderne, e mega aereo cargo da banane di fabbricazione sovietica contenente ostaggi. Dopo alterne vicende, la morte di Gisele, la gnocca del muso giallo, e una terrificante battaglia a mazzate in cui i due ingegneri nucleari della guida (Dom e Hobbs) hanno la meglio, l’aereo esplode, il cattivo muore, gli ostaggi sono salvi e le auto distrutte: a parte una Giulietta Alfa Romeo Quadrifoglio guidata da Walker (le auto italiane fanno schifo anche agli sceneggiatori di Hollywood e non le ritengono degne nemmeno di esplodere).
Degno di attenzione in tutto l’ambiente ippico, il lungometraggio mette in mostra più cavalli di un maneggio, sebbene, a uno sguardo più attento, appaiano tutti poco dotati dal punto di vista genitale, data la massiccia dose di steroidi ingurgitata per gonfiare i deltoidi. Dritta come una bisettrice, la pellicola è un capolavoro di geometria euclidea, poiché dimostra al contempo due postulati: 1) per ogni punto dell’ano passano infinite supposte; e 2) tutti gli spettatori messi ad angolo retto sono uguali, cioè penetrabili nel proprio retto. Più minaccioso di un dittatore sudamericano inciampato su un deposito di uranio, il prodotto sembra non volere aver fine, anzi, comincia a riprodursi e a ramificarsi come una fastidiosa e puzzolente onicomicosi. Complimenti vivissimi al casting: peccato solo che Steven Seagal sia nato molto prima dei protagonisti, sennò sai che dialoghi intensi sotto forma di sciarada?

Sleep-o-Meter: 07 – Novecento (Danno Neurologico Irreversibile)

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Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

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Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

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Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.