…Attacco al Potere!
Dopo aver sconfitto il nemico di tutti i nemici (il tabagismo) e aver affossato il cattivo di tutti i cattivi (Bin Laden), è ora per l’America di fare i conti con i mali ancestrali che affliggono la società occidentale: l’aumento dei musi gialli in giro per le città e l’obesità. Se poi la minaccia arriva da un muso giallo obeso, significa che lo scontro finale è vicino. Riuscirà un povero scozzese, bisognoso di riprendersi un po’ dall’essere governato da una vecchia col figlio cavallino, a respingere le soverchianti forze nordcoreane e a distruggere il concetto che il consumo di riso rende più aggressivi rispetto a quello di carne di manzo?
Washington D.C., sono finiti i tempi in cui mandavi il Presidente a morire in un’altra città. Si parte a Camp David dove, alla vigilia di Natale, il Presidentissimo Benjamin Asher Eckhart si sollazza con la sua famigliola: la mugghiera Margareth Judd e il figlio Connor. A governare casa è in realtà l’Agente Speciale Mike Banning Butler che sposta tutti come pedine per far sì che non si strozzino con i salatini. Ma i suoi sforzi sono vani quando, con una nevicata terrificante, si è costretti a uscire per un veglione di raccolta fondi con vecchi banchieri ebrei e ricche zitelle anglosassoni. L’incidente è dietro l’angolo: la limousine presidenziale sta per cadere da un ponte e Mike deve scegliere chi salvare tra Presidente e first lady. Il cameratismo prevale e la donna muore. Come premio, Asher chiede a Putin se può prendere Banning in Siberia, ma quello gli dice che c’è un posto ancor peggiore: il Dipartimento del Tesoro.
Passano anni su anni e la routine da ufficio del Dipartimento del Tesoro sta distruggendo Mike, la cui brama di sangue è pari a quella del vampiro Lestaat, come notano con preoccupazione la moglie e il capo. Durante una normale giornata di assenteismo succede l’irreparabile. Un aereo nordcoreano grosso come l’Empire State Building viola lo spazio aereo della Casa Bianca, senza che nessuno faccia un tubo a parte i giapponesi (che ridono e lo fotografano), e spara sulla folla. Guarda caso Mike passa di lì, giusto in tempo per salvare un paio di passanti e sparare, senza motivo apparente, a un trio di musi gialli sospetti. L’aereo è abbattuto dagli F-qualcosa, ma è solo un diversivo per permettere a un abile commando di terroristi, guidati da Kang, di coglionare il sistema di sicurezza della Casa Bianca e asserragliarsi nel bunker con il Presidente.
Riunita l’unità di crisi, capeggiata dal Segretario di Stato Freeman, i generali spingono immediatamente per l’irruzione e la distruzione del nemico. Mentre politici e militari litigano su chi ce l’ha più barzotto, Mike, sornione, comincia a spezzare colli e a divellere articolazioni. Impossessatosi di una radio, l’Agente si mette subito in contatto con l’unità di crisi che per tutta risposta lo prende per il culo e lo taglia fuori. Nel frattempo, Kang attiva Cerbero, dispositivo di disattivazione dell’arsenale nucleare americano (aridanghete con ste testate), estorcendo i codici alle sue vittime con la tortura. L’unità di crisi comincia a cagarsi, richiama Mike e lo incarica di salvare il figlio del Presidente, proprio mentre ha finito di mangiare il cuore di un nemico e si sta stuzzicando i denti con una tibia. Il generale Clegg, intanto, manda i Seal a fare irruzione, ma vengono falciati come l’erbetta del prato della Casa Bianca: un intervento risolutivo.
Banning, tra una scoreggia di fuoco e del gas nervino fatto con i calzini sudati, trova Connor, lo fa evadere e poi punta al bunker. Tra i coreani scatta il delirio: da organizzatissimi diventano improvvisamente il cast delle comiche di Benny Hill e parte anche Yakety Sax in sottofondo. Si perdono gli ostaggi, Kang manda a morire l’unica coreana del nord figa e tutti cominciano a mangiare hamburger. L’unico a mantenere il sangue freddo è Cerbero che decriptati i codici si attiva. Mike riesce a fare irruzione, dopo aver sterminato anche un suo collega traditore, e poi si appropinqua allo scontro finale con Kang. Il mangiariso se la cava bene, sparando pure al Presidente Asher, che sopravvive, ma alla fine la volontà di redenzione di Banning e un rutto alla carne umana diretto nella giusta direzione fanno la differenza: Cerbero è spento a tre secondi dal disastro. Carnivori occidentali uno, vegani del cazzo orientali zero.
Orrenda pappona antiterroristica, la pellicola ha lo stesso aspetto confusionario di una scodella di cibo per cani d’allevamento, ma si rivela molto meno nutriente, tanto da far rimpiangere le crocchette per animali fatte con le frattaglie di topo. Oniricamente faticoso, il prodotto ha le stesse caratteristiche di un incubo ricorrente: fa sudare copiosamente, disturba il riposo e lascia un senso di vaga inquietudine al risveglio. Religiosamente degno di valutazione da parte della comunità degli esorcisti, il film dovrebbe essere visionato velocemente da Papa Francesco per capire quale demone dell’idiozia si è impossessato dei nordcoreani dalla metà in poi e li ha costretti a far finire tutto in vacca. Complimenti al regista e allo sceneggiatore che con un artificio quasi magico sono riusciti a far girare al minimo contemporaneamente tutti i buoni attori a loro disposizione: come andare in prima con una Ferrari in autostrada.
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