Leggendo i giornali, le spatafiate pubblicate dagli illustri cineasti sulla morte di Tonino Accolla sono come la classica portata in più a un pranzo di matrimonio: stucchevoli. Sembra quasi che Gramellini scriva su tutte le testate per una giornata. E’ ovvio, caro Tonino, che non ti posso tenere fuori dalla nostra Hall Of Fame, ma incastro la tua foto nella virtuale lastra marmorea non tanto per i motivi ben noti, quanto per quelli ignoti o ancor meglio mignotti. Sì, perché che tu fossi un figlio di mignotta è fuor di dubbio: hai mollato la Bosisio e la Stagni nel sacco dell’indifferenziato come fossero assorbenti usati, come tu ti fossi trasformato in almeno il 60% dei personaggi che hai doppiato, come l’Homer d’inizio puntata, senza ricordare quello di fine puntata, quello con il cuore. Ma questo sarebbe niente di fronte all’ira di Eddie McRaspa l’Onanista, che sul più bello di una focosa scena di nudo di Laura Antonelli, agli albori della sua carriera di segaiolo, sente comparire la tua voce e scomparire l’erezione: un legame di causa-effetto provato scientificamente. Ancora nulla rispetto alla tua scelta di ignorare l’ortodonzia e di presentarti alle serate di gala con un sorriso agghiacciante, degno del Nosferatu di Murnau. Sempre più nulla rispetto al fulcro della nostra scelta: il doppiaggio della masturbazione con pizza di Ben Stiller in “Dodgeball”. Non credo che nessun uomo al mondo che non avesse la tua illimitata esperienza nel doppiaggio della commedia, avrebbe potuto prendere in considerazione l’idea di una masturbazione con la pizza, ma tant’è. Si potrebbe quasi dire che sei stato perfetto, particolarmente durante l’interruzione del coito, come se qualcuno ti avesse messo una molletta sul pipino mentre stavi facendo pipì. Ci lasci dopo lunga malattia, come tutti tranne Gandolfini, anche se nessuno ci dice quanto lunga, sebbene, forse, il vero agente patogeno sia stata la tua voce che si è insinuata, insieme all’immortale risata di Eddie Murphy, nelle nostre case e nelle nostre vite e che rimarrà lì, immobile, come il ricordo della prima volta che le nostre mani sapienti hanno afferrato un pezzo di pizza e nella solitudine di una cameretta nella penombra…
Sinceramente tuo,
Johnny Little Niggers

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