lunedì 15 luglio 2013

03 - The Riccardelli Hall of Fame Induction is...

…Tonino Accolla!



Leggendo i giornali, le spatafiate pubblicate dagli illustri cineasti sulla morte di Tonino Accolla sono come la classica portata in più a un pranzo di matrimonio: stucchevoli. Sembra quasi che Gramellini scriva su tutte le testate per una giornata. E’ ovvio, caro Tonino, che non ti posso tenere fuori dalla nostra Hall Of Fame, ma incastro la tua foto nella virtuale lastra marmorea non tanto per i motivi ben noti, quanto per quelli ignoti o ancor meglio mignotti. Sì, perché che tu fossi un figlio di mignotta è fuor di dubbio: hai mollato la Bosisio e la Stagni nel sacco dell’indifferenziato come fossero assorbenti usati, come tu ti fossi trasformato in almeno il 60% dei personaggi che hai doppiato, come l’Homer d’inizio puntata, senza ricordare quello di fine puntata, quello con il cuore. Ma questo sarebbe niente di fronte all’ira di Eddie McRaspa l’Onanista, che sul più bello di una focosa scena di nudo di Laura Antonelli, agli albori della sua carriera di segaiolo, sente comparire la tua voce e scomparire l’erezione: un legame di causa-effetto provato scientificamente. Ancora nulla rispetto alla tua scelta di ignorare l’ortodonzia e di presentarti alle serate di gala con un sorriso agghiacciante, degno del Nosferatu di Murnau. Sempre più nulla rispetto al fulcro della nostra scelta: il doppiaggio della masturbazione con pizza di Ben Stiller in “Dodgeball”. Non credo che nessun uomo al mondo che non avesse la tua illimitata esperienza nel doppiaggio della commedia, avrebbe potuto prendere in considerazione l’idea di una masturbazione con la pizza, ma tant’è. Si potrebbe quasi dire che sei stato perfetto, particolarmente durante l’interruzione del coito, come se qualcuno ti avesse messo una molletta sul pipino mentre stavi facendo pipì. Ci lasci dopo lunga malattia, come tutti tranne Gandolfini, anche se nessuno ci dice quanto lunga, sebbene, forse, il vero agente patogeno sia stata la tua voce che si è insinuata, insieme all’immortale risata di Eddie Murphy, nelle nostre case e nelle nostre vite e che rimarrà lì, immobile, come il ricordo della prima volta che le nostre mani sapienti hanno afferrato un pezzo di pizza e nella solitudine di una cameretta nella penombra…
Sinceramente tuo,
 
Johnny Little Niggers

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Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.