…Biancaneve e il Cacciatore!
Prendete la recensione precedente e aggiungete un cacciatore ubriaco. Sarebbe troppo facile e non renderebbe onore allo sforzo immane del pancreas di ogni spettatore nel mantenere la glicemia a livelli accettabili. Cristina Morticina torna sul grande schermo per la sua migliore qualità, la simulazione del cadavere. Riuscirà un cervo bianco pluricornuto, che cammina leggiadro sulle ninfee di uno stagno boschivo, a far desistere l’intero cast dal provare a recitare a tutti i costi al livello dell’unica attrice presente, Charlize Theron, producendo smorfie degne di un tarantolato?
Reame tre isolati a sinistra poi la prima a destra. Dopo aver condotto inutilmente in battaglia la sua cavalleria migliore contro un esercito di vetri di Murano, il Re Magnus trova la bella Ravenna Theron, focosa romagnola con l’hobby degli uccelli, chiusa in un carro prigionieri. Il Re dimostra subito di essere un cretino: come fa un figone dei boschi, sequestrato da un esercito in marcia, a rimanere illibato negli orifizi? Che sia un trucco? Niente, non ci arriva e merita di morire per mano della novella sposa, che, come secondo atto di governo, ordina la segregazione della Principessa Biancaneve Stewart nella torre nord, quella su cui vanno a cagare le gazze ladre. Nel frattempo la nuova Regina, per mantenersi intonsa, suca la bellezza a tutte le donne del Regno e interroga il suo specchio magico sull’esito del trattamento. Un bel dì, la dura verità: Biancaneve recita molto peggio, è evidentemente più brutta, ha le orecchie a parabolica, ma per uno strano abbaglio di massa lo fa venire duro anche alle creature incantate e rischia di distruggere il dominio di Ravenna.
La Regina manda il fratello incestuoso e porcello, Finn, a prendere la ragazza per strapparle il cuore e ottenerne l’ingenua purezza, ma la giovane, ingenua e pura appunto, cerca di cavare un occhio all’uomo con un chiodo e riesce a fuggire sino al Bosco Oscuro Tremendo Che Più Tremendo Non Si Può. Per recuperare la svenevole coglioncella viene noleggiato il cacciatore vedovo avvinazzato Eric Hemsworth, con la promessa di far resuscitare la moglie morta. Tuttavia, sulle tracce della Principessa c’é anche William, figlio del Duca Ducazz, capo della resistenza contro il tiranno e pretendente alla regale patonza. Una trama originale come la pancera del Dott. Gibaud. Eric dopo qualche scaramuccia trova la ragazza e si innamora di lei. In seguito incontrano un troll, all’inizio feroce e poi tenero gigione, che si innamora di lei. Poi incontrano otto nani, incattiviti da precedenti screzi con il cacciatore, che si innamorano di lei. Lo stuolo di pretendenti aumenta al pari del pallore di Biancaneve, detta confidenzialmente la bianca Bianca.
Dopo il solito trekking infinito per i boschi, incontri sempre più improbabili, come le fatine buone del cazzo, e le solite scene di fraternizzazione intorno al fuoco, la bianca Bianca viene condotta al cospetto del Sacro Cervo Bianco che Galleggia, il quale la benedice con una scoreggia al mughetto prima di essere trafitto, senza morire, dagli arcieri di Finn. Infuria una battaglia senza quartiere, in cui perisce Gus, il nano dolce, paffuto e carotino come una Camilla del Mulino Bianco. Alla fine della colluttazione, William, mimetizzato tra le fila dei cattivi, esce allo scoperto, mentre Eric, figlio di Odino, impala Finn su un tronco di quercia. Ravenna non la prende bene e si tramuta in William, invecchiando di cinquant’anni a causa dello sforzo magico, per somministrare alla ragazza la mela avvelenata. La bianca Bianca muore (standing ovation) e William ne approfitta per una slinguata con le spoglie, che vengono condotte al Castello del Duca Ducazz per l’inumazione. Edward Cullen di “Twilight” non è nei paraggi, quindi dovrebbe rimanere morta.
Nella camera ardente nemmeno Eric resiste alla necrofilia e limona duro con la salma. Dannato bacio d’amore vero! La tipa si ripiglia giusto in tempo per fare il peggiore discorso alle truppe della storia dell’universo, ma fortunatamente l’esercito è composto di masochisti che decidono di seguirla in un assalto impossibile al castello di Ravenna. Due maroni con ‘ste battaglie… Con l’aiuto dei nani, che aprono il cancello grazie alla loro ineguagliabile stazza, le truppe della bianca Bianca penetrano e fanno strame dell’esercito regio, mentre la ragazza va ad affrontare la mortale nemica. Ravenna impegna i buoni con i suoi guerrieri di cristallo nero di Boemia e Biancaneve si lancia contro di lei prendendone quante un trotzkista nella sede di Casa Pound. Il Dio del Cinema sembra aver ascoltato le nostre preghiere, ma l’attore migliore, si sa, non vince mai e la slavata protagonista trionfa come la muffa sulla frutta troppo matura senza bisogno di concedere le sue grazie a nessuno: la solita figa di legno.
Utilizzato all’Actor Studio per la crescita professionale dei giovani attori, il prodotto snatura quasi il suo genere e diviene apertamente didattico nel presentare una grande attrice, l’antagonista, a confronto con la versione di sé colta da ritardo mentale alla nascita, la protagonista. Studiata da tutte le scienze che si occupano di deterioramento della materia, la pellicola dimostra ampiamente la coincidenza tra Kristen Stewart e una piastra di Petri a elevatissima carica batterica cinematografica, non solo per gli effetti empirici della ragazza sulla fertilità del pubblico, ma anche per la lunga lista di rifiuti incassati dalla produzione per il ruolo di protagonista maschile (Michael Fassbender, Johnny Depp, Viggo Mortensen, Hugh Jackman). Una prece per il povero Chris Hemsworth che, in questo momento, starà martellando il suo vigoroso schwanzstuck con Mjollnir, l’indistruttibile martello di Thor.
Sleep-o-Meter: 02 – La Luna (Sonno Ortodosso)
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