martedì 19 aprile 2011

37 - 30 Giorni di Buio 2

...30 Giorni di Buio 2!
E’ primavera e il nuovo avanza con l’inesorabile passo di una panzerdivisionen in Francia nel 1940. Sfortunatamente le panzerdivisionen non avanzano nel mondo del cinema dove, in attesa dell’uscita di tutte le peggio fregnacce da ombrellone, basta comprare un numero, il due, delle lenti a contatto scure, delle dentiere e uno scantinato ben areato per imbastire la produzione più idiota che il mondo ricordi. Riuscirà un regista ambizioso come un semifreddo al gusto di merda a compiere il miracolo più impressionante dalle nozze di Cana, ossia non subire la lapidazione feroce da parte di un gruppo di pacifisti buddisti ciechi?
Los Angeles. La vedova inconsolabile Stella, dopo aver caramellato il marito ciucciabecca in Alaska, decide di spostarsi al caldo della California per sensibilizzare l’opinione pubblica circa l’annoso problema dei vampiri nelle cantine. Per rinforzare il concetto ne brasa un paio ogni sera con delle lampade da solarium. Lilith, Regina dei Vampiri, dalla sua vasca sanguinolenta del locale caldaie reagisce con la flemma tipica degli anemici e le scatena contro anche un poliziotto malato di cancro ai polmoni che sputacchia sangue a destra e a manca peggio di un tubercolotico. Stella stellina viene tratta in salvo dall’A-Team de noantri composto dal trucido Paul, dalla scettica e frigida Amber e dalla carne da macello cinematografica Todd, il negro del gruppo. La donna viene portata al nascondiglio segreto dove scopre che il capo della combriccola è Danacol, il nemico del sangue cattivo, un vampiro che si bomba di plasma congelato.
Dopo le presentazioni di rito, gli ammiccamenti tra lei e il trucido, gli insulti tra lei e l’altra tipa e l’ignoranza verso le minoranze etniche colorate, Danacol propone il suo piano geniale per stanare Lilith: visto che i vampiri temono la luce solare, perché non infognarsi male armati nel budello oscuro dove stanno di giorno, perdendo, appunto, il vantaggio del giorno? I devastati mentali accettano felici, mentre Stellazza osa obiettare con la veemenza imperiosa di una nutria frullata da una mietitrebbia. Tutti nella fogna e tutti subito preda dei vampiri. Nemmeno il tempo di fare bim bum bam per chi crepa per primo che Todd, al secolo il negro, viene morso, vampirizzato e brutalmente ammazzato dai compagni. Il gruppo si rifugia in una stanza, ma Amber, che gode poco, vuole tornare immediatamente su Sunset Boulevard.
Salvati da Danacol, in missione contro il colesterolo, gli eroi tornano al nascondiglio. Sulla strada catturano un vampiro che svela il piano di Lilith. Tornare in Alaska e ripetere il copione del primo capitolo della serie con attori più scadenti. Gratinato il prigioniero, i tre rimasti assaltano una base vampira e liberano Jennifer, la classica comparsa inutile cui sono state affidate informazioni esiziali, e questa dice loro che altri aspiranti attori sono stati stipati in una nave come riserva di cibo per il viaggio verso l’Alaska. C’è pellicola in abbondanza e allora Stella e Paul ci danno giù di sifone per rialzare gli ascolti. Nemmeno il tempo di una slunga che il fenomenale Polmoncino, vampirizzato da Lilith, irrompe, fredda Dane con un colpo alla testa e mette scompiglio. Lo 0Rh+ Team dirige alla nave con l’obiettivo di morire alla spicciolata e ci riesce benissimo, non prima però di aver scoperto che i vampiri gratinati rinvengono a contatto con il sangue.
Amber viene sbudellata, ma prima di morire compie l’ultima idiozia, cioè uccide l’ultimo umano della nave: il comandante. Paul e Stella vengono catturati da Polmoncino che se li vuole sucare, ma la donna lo decapita con un’accetta lasciata sul set da Jason di “Venerdì 13”. Finalmente Lilith dispiega tutta la sua violenza inaudita e trucida Paul cantando Tiziano Ferro, da lei ascoltato via grammofono per tutto il film. Manca solo Stellazza, ma Lilith, non è stata alle scuole elementari e non conosce le bassezze cui può arrivare un umano. Diversivo banale e Stella decapita anche la regina con una katana lasciata sul set da Leonardo delle Ninja Turtles. E’ finita e la bionda può tornare alla sua Alaska dove riesuma il marito caramellato e gli fa bere il suo sangue per verificare che il rapporto non protetto con Paul non sia andato a segno. Il marito vampiro si sveglia e, constatata la gravidanza imminente, la spolpa come un mitile di Marghera.
Prodotto di ineccepibile demenza, la pellicola sembra il risultato di un sociopatico all’esame delle percezioni deliranti. La trama è plausibile come il pensiero di avere un’attività intestinale regolare nutrendosi solo di arachidi tostate. Pericolosissimo per la salute dello spettatore, il film non lascia scampo ai neurotrasmettitori che durante la proiezione muoiono a frotte come manifestanti in Siria. Lungometraggio capace di trasformare un evento gioioso in una iattura frenando lo slancio della prima ondata migratoria di clandestini che muovono verso un deserto di ghiaccio e distruggendo la carriera del primo scafista di razza ariana. Elemento di punta del progetto di rilancio del consumo di succo di lamponi sulle tavole italiane, pecca clamorosamente quando la scatola cranica del vampiro buono perde la battaglia con il proiettile nonostante le poderose iniezioni di vitamina K.

Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)

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