martedì 11 novembre 2014

153 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Deliver Us From Evil!
La realtà che supera la fantasia. La fantasia che si ammanta di orrore e copula selvaggiamente con la realtà. Non mi sto riferendo alla cucina del kebabbaro sotto casa mia, ma di un nuovo prodotto tratto da una storia vera. O meglio, di un nuovo prodotto tratto da una storia che i protagonisti hanno dichiarato essere vera prima di essere rinchiusi in un ospedale psichiatrico ed essere posseduti analmente da un messo apostolico polacco. Riuscirà l’ennesimo polpettone esorcistico di cui avremmo fatto volentieri a meno a spillarci qualche euro prima di scoprire con rammarico che il protagonista è Eric Bana?
New York, la città che non dorme mai (per forza, quando va di culo il tuo vicino di casa è serial killer con il feticismo delle caccole). Il sergente Sarche Bana, lasciate le pubblicità dei profumi scadenti, è un habituè del turno di notte durante il quale si diverte ad abusare della sua autorità e a sfottere il suo compare di scorribande. Una notte i due acchiappano una chiamata a casa di un reduce dall’Irak che ha l’abitudine di frollare con il pesta carne la moglie che già di suo sembra posseduta da McChicken, il demone del barbecue. Giunti sul luogo, i due sbirri arrestano lui in piena farneticazione e raccolgono la deposizione di lei secondo cui il marito è l’uomo perfetto: cuoce le uova con l’imposizione delle mani e scrive sui muri di casa frasi in latino con le unghie. Il caso viene catalogato come sindrome premestruale e tutto va avanti come nella migliore tradizione americana.
Passa un giorno e la notte successiva i due vengono chiamati allo zoo dove una signora ha pensato bene di lanciare il suo bebè nella fossa dei leoni istigata da un imbianchino. Il serial killer imbianchino non è più un tabù: prima ti fora e poi ti stucca per soli 75 € a cadavere, compresi i ritocchi. Parte la caccia all’imbratta muri mentre la signora viene precauzionalmente internata in un ospedale psichiatrico che a confronto Arkham è l’asilo montessoriano. La notte successiva alla notte successiva, Sarche e socio vengono chiamati da una coppia di portoricani che ha preso in affitto una villa dallo scantinato indemoniato. Sarche comincia a sentire puzza di bruciato. Sarà per questi strani casi, per quelle persone un po’ pazzerelle, ma soprattutto per quel tizio rosso con forcone che siede sul sedile posteriore del suo trattore americano travestito da suv. Nello scantinato il prode Bana trova il cadavere di un altro imbianchino (e io che credevo che a New York fare il poliziotto fosse pericoloso).
Scatenando i prepotenti mezzi scientifici della polizia, cioè rubando le foto da casa del primo sospettato Sarche scopre che il morto era un commilitone del picchiatore e di un altro, di cognome Santino (il santino indemoniato; qui siamo persino oltre Sharknado 2), con cui aveva messo su una società d’imbrattatura pareti. Il film latita e pertanto è il momento di far entrare la prostata. Scusate, volevo dire l’apostata. Padre Ramirez, un prete portoricano, ex tossicodipendente, che beve e fuma come un marinaio ottomano prima della battaglia di Lepanto, aggancia il sergentone e gli svela che questo inutile intrico di pazzoidi potrebbe essere frutto del demonio. Per averne una prova i due si recano all’ospedale dei pazzi per chiedere lumi alla mamma dell’anno, ma ottengono solo deliri e un morso sull’avambraccio con annessa infezione.
Dopo un po’ di vaccate, i due scoprono che la scritta sul muro è la stessa che i tre soldati, a suo tempo, avevano trovato in una grotta irachena piena di teschi. Con una caccia furibonda intorno all’isolato di casa i due riescono a intercettare Santino che ricambia accoltellando a morte il partner e rapendo moglie e figlia dell’Incredibile Bana. I tempi sono maturi per arrestarlo e costringerlo a vivere da protagonista il più assurdo esorcismo che la storia del cinema ricordi in cui il demone è sempre in controllo, persino del prete. Dopo aver fatto saltare tutti vetri del distretto di polizia, convinto l’apostata che sua mamma era un daino e Bana di essere ancora un attore, il demonio cede al potere del bene lasciando il corpo storpio e macilento di Santino che viene condannato a dare una botta di tempera traspirante bianca a tutta la centrale. Sarche, invece, affascinato da una vita di esorcismi, ideale per la sua figlioletta di cinque anni, lascia la polizia e va a fare l’assistente del prete.
Orribile pastone indigesto anche a maiali affamati, il film sembra scritto sotto forma di ricetta da un gruppo di cuochi di Milano Ristorazione e, come tale, non lascia scampo nemmeno allo stomaco più corazzato che diventa immediatamente preda di spasmi e coliche. Paritario e non discriminatorio, il prodotto contiene talmente tante scene al buio che abbatte le differenze tra vedenti e non vedenti offrendo un’esperienza pessima a entrambi. Considerata documento storico dalla Conferenza Episcopale Italiana, la pellicola potrebbe essere inserita negli archivi vaticani alla sezione “bufale” tra la Donazione di Costantino e i miracoli di Giovanni Paolo II. Una menzione per tutti gli imbianchini newyorkesi di cui si hanno già sconcertanti notizie: rapiti da congregazioni di suore infoiate per essere esorcizzati, hanno chiesto asilo politico al Califfato Islamico dell’Isis per una sana e tranquilla decapitazione.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

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