…Warm Bodies!
Dea delle Dee di Pollon perdonami perché ho gravemente peccato. Invece di esercitare la ragione e continuare nella mia missione per risvegliare le coscienze, ho preferito indugiare nella fornicazione, credendo che il peggio fosse passato. Dopo i vampirla, arriva l’uragano delle frattaglie, l’unione sacrilega tra l’essere umano e la putrefazione. Riuscirà un dinoccolato non morto, che stranamente non puzza di morto, a circuire una bella biondina dalla coscia facile e a raccogliere abbastanza sacche di plasma umano da riempire i suoi corpi cavernosi e avere un’erezione?
Città devastata dall’apocalisse zombie, stranamente negli Stati Uniti, senza voler insinuare che gli americani siano autoreferenziali. R è un simpatico e putrefatto giovane adulto che ama aggirarsi intorno a un aeroporto infestato facendo del sarcasmo gratuito sulla sua condizione. L’essere condivide la passione con il suo amico M con cui comunica attraverso un complesso sistema di grugniti e gemiti, retaggio dell’ultimo Congresso Provinciale della Lega Nord. Nonostante uno spirito critico superiore a qualsiasi essere umano nato in Corea del Nord, essendo uno zombie, R brama continuamente carne umana, specialmente i cervelli, che lo nutrono e gli permettono di vivere i ricordi dei precedenti possessori. Nel frattempo, nell’enclave umana, Julie Grigio e un gruppo di suoi amici, tutti giovani e forti, sono inviati dal padre di Julie nella città per recuperare rifornimenti medici e morire dolorosamente nel tentativo.
R, M e un branco di zombie anonimi attaccano il gruppo in forze, ma quando R vede Julie, sente la sigla di “Sentieri”, “This Is The Time To Remember”, e si innamora di lei anima e corpo macilento. Quando il ragazzo di Julie, Perry, il solito giovane razzista appassionato di armi, gli spara con un fucile facendogli il solletico allo scroto, R lo sbrana e si porta a casa tutto il suo encefalo, di cui gusta qualche porzione in loco. Il barcollante s’impossessa così dei pensieri di Perry, dei ricordi delle fuitine erotiche, del primo barbone incendiato e l'amore verso Julie diventa ancora più forte. Preso da una libido che pensava ormai rosicata dai cagnotti, lo zombie salva Julie dal resto del branco e la porta all'aeroplano dove vive, per proteggerla. R comincia a coniugare i verbi e chiede a Julie se vuole vedere la sua collezione di dischi: le farfalle si sono zombificate e sono volate via. La ragazza comincia a dare retta allo zombie, invece di inorridire totalmente come ogni persona normale.
Tuttavia, a Julie non piace il pensiero di vivere a Zombieville il resto della sua inutile esistenza e convince R a riportarla a casa: un fortino pieno di pazzoidi armati fino ai denti cariati. Presa una BMW (vuoi viaggiare di merda su queste autostrade desolate?) con il pieno di carburante, i due partono e, durante una sosta in una catapecchia, R rivela a Julie che ha ucciso il suo ragazzo. Lei lo abbandona e ritorna da sola all'enclave a farsi sbattere dal primo che abbia il testosterone fuori dai parametri. R ritorna afflitto all'aeroporto, ma M e gli altri zombie, che hanno iniziato anch'essi a mostrare segni di vita, lo spronano a cercare Julie perché gli “ossuti” (zombie infoiati di carne), la vogliono sgranocchiare. Giunto all’enclave, morticino sgattaiola (normalmente barcolla, ma durante le scene action diventa improvvisamente agile come una rana toro) e incontra Nora, l'amica di Julie, ma soprattutto il futuro suocero che minaccia di fargli esplodere la testa.
Così Julie e R, sempre più desiderosi di congiungersi in un amplesso condito con le blatte, scappano in uno stadio di baseball dove M li sta aspettando, ma si ritrovano attaccati da un'orda di "ossuti". Dato che questi uccidono e mangiano qualsiasi cosa con un cuore e dato che gli zombie buoni stanno tornando alla vita, comincia una zuffa pestilenziale tra cadaveri. Come topi in trappola, R e Julie saltano in una piscina da trenta metri di altezza, sopravvivendo per puro culo all'impatto, ma il suocero spara ad R, facendolo sanguinare: la prova che R è tornato nuovamente umano grazie all’ammore. Umani e zombie non più zombie combinano le loro forze e uccidono gli "ossuti". Gli zombie buoni, lentamente, vengono assimilati nella società umana e riprendono il posto che gli compete: politici, manager e capi militari. Gli umani si prendono a badilate nei coglioni per non aver saputo cogliere l’occasione di sterminio.
Picco inattaccabile della cinematografia tecnologica, il lungometraggio si può apprezzare appieno solo nei cessi pubblici della metropolitana, poiché il forte odore di escrementi avvicina il pubblico come non mai all’idea di quadridimensionalità e fa apparire l’Imax come un trastullo per disadattati. Ricca di speranza per la popolazione affetta da alitosi, la pellicola è la dimostrazione che per essere amati a sufficienza basta non emettere odori sgradevoli sia dalla bocca che dall’uccello, soprattutto quando la dieta è essenzialmente proteica. Inefficace come una richiesta di adozione da parte di una coppia omosessuale, nonostante grandi aspettative per il suo messaggio universalistico, il film ha aperto pochi spiragli nella road map mediorientale: dopo la visione il governo israeliano ha sentenziato: “Zombie va benissimo, basta che non siano palestinesi”. Una domanda a John Malkovich: almeno pagavano bene per sputtanarsi così?
Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)
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