…Hansel e Gretel Cacciatori di Streghe!
Favole, favole e ancora favole. Nonostante i leader politici del mondo, la popolazione ha ancora bisogno di immergersi nel fantastico. Dove andare a pescare? Stati Uniti? Abusati. Italia? Hanno finito tutti i sogni, gli è rimasto solo quello di fumare qualcosa senza pagarci una tassa sopra. Germania? Eh, perché no? In fondo se guardi la Merkel, puoi solo sognare infinite possibilità migliori del fisting. Riuscirà una produzione americana, con pochissimi scrupoli, a guastare indelebilmente l’immagine dei due piccoli assassini di pensionate che ha sorretto Elsa Fornero mentre progettava la sua finissima riforma della previdenza?
Augsburg, città della Germania un po’ augusta. Hansel e Gretel, al secolo Jasmine e Mohammed, due piccoli turchi adottati da genitori ariani, vengono abbandonati nel bosco dopo l’ennesimo rifiuto di mangiare bratwurst e fagioli a colazione. Vagando nel boschetto infestato, i due sfigatelli s’imbattono in una casa completamente fatta di Marzapane. Mentre cercano di farsi fuori i muri portanti con le loro boccucce di rosa, la proprietaria, strega, una sorta di Santanché migliorata, li segrega con l’intenzione di mangiarseli. Poco prima che Hansel venga arrostito, in quanto ingrassato a zuccheri come un’oca da paté, i due riescono a spingerla nel forno, scoprendo di essere immuni ai suoi poteri. Grazie alla piena occupazione tipica dei territori teutonici, i fratelli, nonostante la minore età, hanno già un lavoro: cacciatori di streghe.
Passata una pubertà fatta d’incesti, a causa della visone del Trono di Spade su Rai4, il diabetico (giuro!) Hansel e la popputa Gretel vengono chiamati dal sindaco di Augsburg, in cui non ricordano d’aver vissuto, per indagare sulle misteriose sparizioni di bambini. Lo sceriffo Berringer, dopo aver accusato il parroco locale, ha catturato Mina, una ragazza rossa de cavej che vive nel bosco, condannandola al rogo perché alza pericolosamente la media di gnocca della città. I due la salvano spaccando il naso allo sceriffo e attivando così una collaborazione altamente proficua. Ai cacciatori si unisce anche Ben, un pupazzo ammiratore esperto di stregoneria, che parla loro di Muriel, una strega strapagnona che a tempo perso gioca in attacco nella squadra italiana dell’Udinese. Hansel e Gretel si mettono subito a caccia con il loro arsenale di armi improbabili (balestre, fucili, dildi e preservativi alla frutta) e catturano una delle ancelle di Muriel: una virago con le corna più brutta di Rosanna Cancellieri.
Dopo una sessione di tortura a colpi di canzoni di Michele Zarrillo, si scopre che Muriel vuole usare il sangue di dodici teneri frugoletti nella Notte della Luna di Sangue per preparare un incantesimo che renderebbe le streghe cattive immuni al fuoco e dunque invincibili: bastava chiamare il chirurgo estetico di Berlusconi. Muriel e l'altra sua ancella irrompono nel villaggio in groppa alla loro fida Nimbus per rapire l'ultima bambina: nella lotta che ne segue Hansel e Gretel sono separati, affinché ne possa beneficiare lo spettatore, e il villaggio distrutto. Hansel é soccorso da Mina, golosa de osej, che se lo bomba alle terme del boschetto, mentre Gretel, attaccata dallo sceriffo, é salvata da Edward, il troll due volte Rocco. Dopo un paio di scene a caso per raggiungere l’ora e venti di montato, i due fratelli si ritrovano nella casa dei loro genitori in tempo per l’irruzione di Muriel che racconta loro la verità: la loro madre era una potente strega bianca, cioè dedita alla magia buona, alla fellatio e ai rapporti extraconiugali.
Siccome l’erede di una strega buona è a sua volta una zocc… una strega bianca e per il rito della Luna di Sangue serve il cuore di una meretrice, Muriel rapisce Gretel e organizza un sabba. Mina si rivela a sua volta una strega bianca (l’avevamo intuito dall’uso disinvolto della vagina) e con il suo aiuto e quello di Ben, il ragazzo irrompe con delle armi benedette a casa di Muriel, stermina tutte le streghe e impedisce il sacrificio della sorella. La strega fugge, ma é ferita gravemente da Ben e dal suo fedele fucile di precisione teutonico. Hansel e Gretel la inseguono fino alla casetta di marciopane (dopo quindici anni mi sembra il minimo), dove ingaggiano una lotta furiosa contro di lei. Mina é uccisa nel corso della battaglia, ma la missione è compiuta: abbiamo visto tutti il suo bellissimo e latteo culo a mandolino. Muriel ha i minuti contati (anche noi): decapitata al volo e pronti per girare il mondo a caccia di tutte quelle che non la danno al secondo incontro.
Interpretazione di bassissimo profilo del seguito di una nota fiaba, la pellicola è paragonabile a una grattata di testicoli appena sveglio: interrompe dolcemente il sonno, ma lascia inalterate le condizioni per riprendere a dormire. Urticante, nella sua pochezza, come il guardaroba di un agente immobiliare, il prodotto garantisce alla lunga le stesse irritazioni cutanee della viscosa indossata a pelle in una qualsiasi giornata di Luglio. Complesso e sfaccettato come una sfera di marmo, il film si pianta sullo stomaco dello spettatore con il medesimo peso specifico del bardiglio rendendo impossibile digerire persino l’acqua naturale iposodica. Complimenti agli interpreti per la loro chiarezza teatrale, poiché sin dal primo minuto risulta palese come abbiano accettato la parte solo per assenza di meglio da fare: più o meno come i candidati alla segreteria del Partito Democratico italiano.
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