domenica 13 giugno 2010

17 - Legittima Offesa

Le chiamavano "sesso debole", poi è arrivata Annie Wilkes e ha frantumato le caviglie di Paul Sheldon difendendo Misery. Le chiamavano "angelo del focolare", poi è arrivata Letizia Moratti e ha provocato l'impennata della popolazione maschile omosessuale in Milano e provincia. Le chiamavano "amazzoni", poi è arrivata Donatella Versace e ha dimostrato che un tuffo nell'acido solforico puro può essere migliorativo per l'estetica. Riuscirà Kim Basinger, coadiuvata da una sceneggiatrice/regista evidentemente affetta da prurito pelvico di origine parassitaria, a far lanciare una fatwa contro un film che potrebbe, al massimo, essere utilizzato come cura sperimentale per le forme gravi di paralisi permanente, data la voglia smodata di scappare dal luogo di proiezione che riesce a suscitare?
Della, una donna un complemento di specificazione, vive in un ridente quartiere alto borghese in una fantastica cittadina inutile della provincia americana. La donna, una MILF sul viale del tramonto, accudisce durante il giorno i suoi due gemelli, Monica e Manico, mentre la sera prende la consueta dose di insulti dal marito Kenneth, uomo d'affari bolso e dedito ai superalcolici, quando non dice alla moglie che non lo arrapa più. Arriva la vigilia di Natale. La casa è un cesso, Kenneth sta sfondando pareti con la mossa della gru perché Della non ha messo la cera e non ha tolto la cera, ma fortunatamente la carta da regalo è finita e la donna può indossare il suo spolverino di Gucci e mettere in moto il suo ciclopico SUV per recarsi al più vicino centro commerciale, nei pressi di Calcutta.
Dopo qualche migliaio di chilometri la donna scopre con orrore che i centri commerciali sono stracolmi la vigilia di Natale e non c'è posteggio per il trattore. La piega dei capelli si turba quando si accorge una vecchia carriola occupa ben due spazi sosta. La fu fatalona trova un buco qualche centinaio di miglia più lontano, ma quando ripassa davanti al residuato lascia un biglietto intriso di turpiloquio. La frangia vibra, che diamine! Finito il credito sulla carta omonima per un paio di rotoloni colori assortiti, Della torna al suo catafalco, ma viene sorpresa dai proprietari del mezzo vetusto, la terrificante Banda delle Pari Opportunità: un bianco pistolato che comanda un indio tatuato in giubbotto e canotta a Dicembre, un fumatore cinese vestito 200% acrilico laboratorio clandestino e il solito simil-rapper negro con giubottino peloso e catename.
Nemmeno il tempo di un colpo di rossetto e i quattro freddano la guardia del posteggio, partita in soccorso due mesi prima dal centro commerciale. Della fugge e gli altri dietro. La donna fa di tutto per farsi raggiungere, compreso perdersi in un quartiere residenziale in costruzione ai limiti di un bosco sterminato, distruggere l'auto e aspettare dietro la carcassa l'arrivo degli aguzzini. Quando questi giungono, Della afferra un candelotto luminoso e la cassetta degli attrezzi, giusto per fare poco rumore, e si invola verso il cantiere. Oggi le comiche: lei produce un casino che a confronto le vuvuzelas sembrano la filarmonica di Vienna e gli inseguitori cominciano a essere vittima di incidenti a catena. Coglione MC è il primo: si lancia all'inseguimento dove manca il pavimento e si frantuma il collo. Si passa al bosco, dove Miguel Ascellas viene finito a colpi di chiave tubolare da cambio gomme.
Chuck, il capo banda psicotico frustrato, spara a vuoto dal suo caricatore infinito, ma ormai Della è lontana. Niente panico, ok panico. Della ha una crisi isterica e in seguito fa una pipì di due ore, nonostante non accompagnata da una sua simile, in un ruscello per dar modo agli altri due di raggiungerla. Cho Mal U Cul è il prossimo sulla lista, trafitto alla cervice da un cacciavite a stella. Chuck è stanco. Massì, chissenefrega, perché invece di ammazzarla non farsela dura nel bosco blandendola con psicologia spicciola? Della, capita l'antifona, si apre al teppista e gli dice "prendimi". Lui cerca la monta selvatica, ma quel cavolo di spolverino è una sorta di goldone magnum e la donna, rubata la pistola, gli carbonizza la faccia col candelotto e spara. Poi, come nulla fosse, risistemato il trucco, recupera il SUV, lo fa ripartire collegando i cavi e torna a casa sotto la pioggia, con la carta da regalo, giusto in tempo per regalare un proiettile al marito. Non prima di aver dato il bacio della buona notte ai suoi due sgorbi.
Film palesemente sponsorizzato da una ferramenta, rimodella il concetto di difesa personale e mette in crisi l'industria del diamante dimostrando inequivocabilmente come il miglior amico di una donna sia a tutti gli effetti la chiave a brugola. Kim Basinger riporta alle atmosfere di "Nove Settimane e Mezzo", tempo stabilito per giungere alla fine alternando qualche minuto di proiezione a cicli di AZT per evitare complicazioni da forme blande di immunodepressione. Pellicola rivoluzionaria che, al contrario degli intenti, ha saputo mettere la donna ancora al di sotto di un oggetto di forma cilindrica, sebbene di natura non organica: l'attrezzo. Grande successo comico in tutto il mondo islamico, dove persino il Mullah Omar ha benedetto l'immortale capolavoro della commedia dell'assurdo, in cui una donna circola senza velo e riesce a non prenderle da nessun uomo nonostante ne incontri almeno sei, tra cui il coniuge.

Sleep-o-Meter: 04 – Il Piccolo Buddha (Coma Etilico)

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Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.